Scioperare da Facebook o dai New Media?
Questa volta non c’entra la Gelmini e nemmeno i disagi dell’Alitalia, bensì lo sciopero è di tutt’altra natura e per gioco soprattutto.
Un utente italiano, di sua spontanea iniziativa, ha voluto creare un evento su Facebook, cercando di coinvolgere più persone possibili, intitolandolo così: ‘Sciopero da Facebook il 22 e 23 Novembre!’
Su trentottomila invitati, che non sono nulla rispetto ai due milioni di iscritti italiani, solamente in cinquemila hanno aderito all’evento.
Nell’invito, l’organizzatore cerca di sollecitare una partecipazione di massa, scrivendo – Per 24 ore, dico VENTIQUATTRO ORE, dimostriamo che FACEBOOK non ci ha ancora LOBOTOMIZZATO e siamo ancora capaci di RIPRENDERE IN MANO LA NOSTRA VITA!!!!!!”. – sulla bacheca dell’evento.
Peccato che solo cinquemila iscritti sembrerebbero aderire (tutto da vedere) e che l’evento sia stato organizzato proprio il Sabato, giorno in cui si è soliti fare altri tipi di attività, in prevalenza sociali.
Nonostante ciò, chi ha organizzato l’evento già sapeva in partenza che non avrebbe avuto un buon successo, ma secondo me sarebbe stato più interessante osare ed invitare la gente ad astenersi da qualunque new media nei giorni lavorativi e per più di 24 ore.
Sono sicuro che l’evento sarebbe stato maggiormente ignorato o addirittura decretabile come un autentico fallimento, dimostrando a conti fatti che ormai la comunicazione digitale è diventato un mezzo prioritario per le nostre attività quotidiane: possiamo, dunque, parlare di questa come una consuetudine della nostra società.
La morale di questo episodio, seppur l’evento sia nato come un gioco, è che Facebook è solo una piccola realtà del ‘nostro comunicare digitale’.
I problemi nascono se noi ci privassimo, di spontanea volontà, dei cellulari, computer, decoder, console per giochi, internet e DGT.
Alla resa dei conti, sfocerebbe sicuramente una crisi d’identità a livello sociale che sarebbe possibile colmare solamente col passare di parecchio tempo.
Proprio per questo motivo è preferibile dire che siamo lobotomizzati già da tempo, ma non da Facebook, bensì dai New Media.
Mat
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domenica, 23 novembre, 2008
Io per fortuna ancora riesco a salvarmi da alcune forme di comunicazione (sono uno che ancora si scorda di accendere il cellulare la mattina…), ma mi accorgo che sempre più si è veramente “drogati” da questa roba.
Ho amici che facevano “no, Facebook no, ma che cos’è sta roba…”, poi si sono iscritti e cambiano messaggio 4 volte al giorno.
Ho notato che d’estate, quando non ho possibilità di essere “collegato”, riesco ancora a sopravvivere ed è una bella sensazione perchè spesso la maggior parte di questi “New Media” non hanno una vera e propria utilità.
domenica, 23 novembre, 2008
appunto…un autentico fallimento , e secondo me, un autentica vaccata. cosa non si fa per la notorietà U_U
lunedì, 24 novembre, 2008
@Black
Oddio, cercare popolarità su Facebook la vedo davvero dura.
Poi se guardiamo l’organizzatore, ha il profilo privato e ha a malapena 150 amici.
Il solo fatto che mi piazza un evento di Sabato, vuol dire che esso è il primo a sentirsi dipendente, specie nei momenti vuoti della giornata.
Ma qui è inutile sentenziare una persona che manco si conosce.
In realtà rifletto sull’atteggiamento dei partecipanti e non.
@Uccio
Sai che non sei l’unico? Anche io la mattina lascio spesso il cell ‘muto’ e mi capita anche che lo lascio sopra il comodino.
Meno lo uso e meglio è.
E’ comunque certo che l’uso di questi mezzi ha cambiato completamente il panorama della nostra esistenza.
Se pensassimo ad un gruppo, ad esempio, più di dieci anni fa’, faceva molto leva nella frequentazione ‘fisica’ per mantenersi solido.
Oggi, se può, preferisce le scorciatoie: il cellulare, Messenger e Facebook hanno ridotto le frequentazioni e hanno reso più passive le persone, oltre che essere dipendenti da questi nuovi mezzi comunicativi.
C’è un assetto diverso sia nei comportamenti soggettivi che collettivi.
Un tempo pur di non rimanere escluso da qualsiasi attività sociale (penso ai ragazzi, soprattutto), dovevi uscire o altrimenti era la fine.
Oggi ci sono questi mezzi che sostituiscono il contatto fisico.
E su ogni cosa, anche qui ci sono i pro e contro. Basta rifletterci sopra.
Ciao ragazzuoli!