Falsi gruppi su Facebook crescono

martedì, 30 dicembre, 2008 su Web 15 Commenti

Dicasi in gergo internettiano fakes. Che ci siano profili falsi non sarebbe una novità, ma in quest’ultimi mesi stanno sorgendo altri fenomeni pericolosi che vanno segnalati.

Facebook, forte di un numero sempre più crescente d’iscritti, sta subendo un aumento di gruppi con dubbiosa finalità.
Un caso che mi è capitato in passato fu un gruppo che se t’iscrivevi, avresti potuto vedere gli amici che visitano il tuo profilo.
Il gruppo non aveva bacheche dove poter lasciare un messaggio e stesso discorso vale per le discussioni.
L’amministratore di questo gruppo si era ben provveduto ad evitare possibili ritorsioni dei suoi membri essendo consapevole che poi questi avrebbero capito della bufala messa in atto.
Ma quali vantaggi si hanno nel fare questi gruppi?
Le spiegazioni più plausibili starebbero nel cercare un po’ di popolarità, in modo da poter vantarsi di essere persone importanti.

Non è stato l’unico fenomeno capitatomi in questo mese.
Oggi, infatti, ricevo un invito a partecipare in un gruppo intitolato così:

♫ ♫ Per aggiungere musica a Facebook cliccate qui ♫♫ 

Fregatura scontata, dal momento che il linguaggio (FBML) di Facebook non supporta nei profili i player musicali o immagini animate.
Semmai, viene applicato ‘un sistema di trasporto in un’altra pagina’ – detto volgarmente – e tutto ciò avviene con applicazioni esistenti sulla piattaforma.
Ad esempio esistono applicazioni come iLike che contengono brani, ma per ascoltarli o condividerli bisognerà installare l’applicazione.
L’applicazione stessa conterrà delle pagine autonome o convertite per consentire la riproduzione dei brani.

Ciò non toglie che dal profilo non è possibile in nessun modo avere riproduttori di musica che partano in automatico.
Le uniche vie sono gli elementi pubblicati che pur sempre vanno cliccati per essere visualizzati sulla bacheca (ad esempio quando vi lasciano un video).

A parte questo dettaglio, decido di perlustrare questo gruppo attentamente e noto ciò:

- Nessuna possibilità di aprire una discussione o di lasciare un messaggio.
- Dovrei, secondo l’amministratore del gruppo, invitare altre venti persone, perché possa avvenire questo dubbioso miracolo.
- Nella pagina ci sono indirizzi senza nessuna applicazione col player in questione, che comunque sia è reperibile nella directory delle applicazioni e non dipenderebbe da questo gruppo.

Questo gruppo, non a caso, ha ben più di 200’000 membri iscritti.

E qui arriva il dato preoccupante che vi mostrerò con un secondo invito ricevuto nella stessa giornata in un altro gruppo: Se arriviamo a 1.000.000 persone metto 5 mie foto nuda

Anche qui c’è la bufala, ma stavolta lo scopo è quello di pubblicizzare un dominio.ws: sarebbero spazi appositi perché tu possa pubblicizzare il tuo nomespazio.ws ed avere guadagni, invogliando i naviganti a visitarlo.

Questo gruppo ha riscontrato emuli, sempre tutti fondati prevalentemente per fare spam.
Ovviamente anche qui l’amministratrice (dubbiosa identità) suggerisce d’invitare altri membri, al fine di aumentare la cerchia e vivere nella speranza che qualcuno clicchi su quel sito.

*cosa incredibile è l’aver trovato l’admin del gruppo sul riproduttore musicale che scriveva a proposito della bufala in atto nella bacheca di questo gruppo.

Fortunatamente Facebook sembra mostrarsi sensibile alle segnalazioni. Stamattina ne ho segnalato uno che pubblicizzava un sito di pishing, adottando lo stesso sistema di quest’ultimo gruppo che vi ho illustrato come esempio.
La rimozione è stata attuata in meno di una giornata.

Prima d’iscrivervi a questi gruppi che ‘pretenderebbero’ l’invito di altri amici o che promettono cose insolite e mai viste su Facebook, provate a verificare l’attendibilità delle informazioni veicolate.
Quasi sempre non danno possibilità di essere commentati, nel caso della bufala, altrimenti si può parlare di lucro se all’interno sono presenti indirizzi di siti poco attendibili.
In qualunque caso, segnalare (in inglese) al supporto del potenziale pericolo non farebbe male a nessuno e si eviterebbe una minaccia che potrebbe diffondersi a macchia d’olio tra gli utenti iscritti su Facebook.

Mat

P.S.
Ci sono fortunatamente gruppi che combattono questi fenomeni ed uno soprattutto vale la pena segnalarlo perché segue attentamente la provenienza di questi gruppi: clicca qui.

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