Una piccola caduta di stile di Beppe Grillo

Gli ultimi due post scritti dalla sua redazione mi hanno lasciato sconcertato, a dire il vero.

grillo01 Il primo post riguarda la proposta di legge di Cassinelli, che riprende quella iniziata da Levi nel governo precedente.
La legge non sembra parlare di blog, bensì interessa quei siti-giornali che presenterebbero un editore o proprietario, accompagnati da una redazione composta da due o più persone e che contiene all’interno inserzioni pubblicitarie che garantiscano introiti non inferiori ai 50’000 euro lordi annuali (vedere dalla pagina 3 in poi).
In parole povere, questa proposta di legge non colpisce nel modo più assoluto i blog.

Da qui non capisco il polverone alzato da Grillo, esortando i bloggers ad esporsi pubblicamente nel suo sito ed invitandoli a ribadire lo status di ‘free bloggers’.
Ancor di più mi lascia perplesso la sua reazione e conseguente minaccia di abbandonare il dominio italiano, a favore di quelli svizzeri.
Mi sembra quasi di assistere ad un modello di fuga proposto da molti ex ed attuali evasori fiscali che hanno trovato nella Svizzera un luogo sicuro per nascondere i loro amati soldi guadagnati in nero nel nostro paese.

Nessuno allude ad un Grillo evasore, sia chiaro, però credo che sia superficiale parlare di un tentativo da parte dello Stato di controllare i nostri contenuti veicolati in rete, quando si sa perfettamente che questo spetterebbe solo alla magistratura, nel caso di indagini in corso e a prescindere se uno sia registrato o meno alla ROC.
Ben venga – e c’è stata – la pignoleria del pubblico ‘specializzato’ nel settore giuridico sulla proposta di legge, ma sparare a zero non risolve le questioni.
Secondo me, agendo col suo modo allarmista, si rimane stagnati in una palude piena di malafede e limitata alla solita critica.
Sarà che sono di mentalità progressista, ma questo è un argomento che dovrebbe essere approfondito anche sui blog, dal momento che alcuni di questi sono utilizzati come strumenti per diffamare terze persone.
Andrebbe creata un’associazione – chiamiamola così – che ci tuteli e che garantisca i nostri diritti di libertà inviolabili.
Non lo dico scherzando e questo grande passo spetterebbe a chi è competente in materia.
Partecipare alla sua iniziativa, che mi pare una sorta di manifestazione paesana, – mi da quest’idea, perdonatemi! – non serve a niente o forse solamente a pubblicizzarsi.

Il secondo intervento, infine, pecca di vittimismo e riguarda una presunta ed infondata censura attuata da Google sul suo blog.
image Google ha proposto recentemente una featuring in prova nel suo motore di ricerca. Stiamo parlando dei ‘suggerimenti’: quando scrivi una parola nel form, ti compaiono diversi risultati anticipati.
Qualcuno (non credo sia Beppe Grillo in persona) notò che nei suggerimenti apparsi dal form, scrivendo ‘Beppe’, non compariva la voce ‘Beppe Grillo’, bensì Beppe Quintale o altri soggetti simili.
Da questa stranezza, forte del suo strapotere virtuale, Beppe Grillo grida allo scandalo e ipotizza che ci sia una censura attuata da Google.
Quindi, secondo Grillo, Google potrebbe complottare con qualcuno (lo Stato? Berlusconi? Veltroni?) pur di non farlo apparire visibile al pubblico.
E’ un’utopia pensare a ciò, se pensassimo che comunque esistono migliaia di motori di ricerca e che questo problema si sarebbe verificato solamente sui suggerimenti presentati nella barra di ricerca e non nei risultati effettivi.
Per non parlare, poi, del fatto che questa novità di Google è ancora in beta ed in via di sviluppo, quindi può facilmente avere degli errori.
Non contento, stimola i suoi utenti a segnalare il problema a Google e fa notare che solo dopo questa petizione di massa, il tutto si sarebbe ripristinato (un complotto fallito!?).

Non si capisce se qui c’è megalomania o chissà cos’altro, ma anche io ho avuto grandi soddisfazioni a tal punto da arrivare terzo nella classifica italiana tra i blog più popolari (quando ero nei Windows Live Spaces), proprio dietro a Beppe Grillo, se volessimo considerare che il secondo era un sito che proponeva templates per blog.
Quando Microsoft cambiò gli indirizzi ai nostri Spaces, il mio blog ha dovuto ricominciare da zero, subendo effettivamente un colpo che col tempo ha lasciato il segno, ma in tutto ciò io non protestai affatto con la Microsoft e non gridai allo scandalo, bensì me ne feci una ragione e continuai a scrivere per amor del mio blog e niente più.
Va bene che Beppe Grillo sia portatore di notizie ‘pulite’ (ma non sempre) e che quindi ci tiene molto ad apparire come un Opinion Leader per renderci consapevoli di questo Stato un po’ ladrone, però sparare a zero su Google quando questo gli ha fatto la fortuna in rete (sommato ai mass media) è eccessivo e forse poco corretto.

Andrebbero fatte delle scuse, considerando il danno d’immagine arrecato a Google con questo ‘articolo-secchiata’, senza documentazioni tecniche che spieghino nei fatti la causa di ciò (gli screenshot servono a poco).

Ma lui non l’ ha fatto.

Mat

3 thoughts on “Una piccola caduta di stile di Beppe Grillo

  1. Cavolo, che spettacolo il nuovo piovra.eu !
    Complimenti !

    Per quanto riguarda l’iniziativa del Freeblogger, però è carina, via…
    Che poi sia soprattutto pro-domo-sua (di Grillo intendo) è palese.
    A noi alla fine dovrebbero lasciarci in pace (almeno spero… fammi dare una toccatina va’ ;-) ). Ho specificato tutto ciò anche in un mio post e comunque ho aderito lo stesso perché la cosa mi sembrava simpatica ;-)

    Su google… ora vado a vedere cosa vien fuori col nome del mio blog… mi sa ben poco !

    Ciao !

    RispondiRispondi
  2. @Michele
    Infatti se reagissimo tutti come lui, come minimo, direbbero nel mondo che gli italiani sono affetti da megalomanie!!!!
    Dai, cavolo… d’accordo nel guardare con sospetto qualunque attività svolta dallo Stato, ma io ho visto e vedo cose più gravi nelle Leggi attuali.
    Difatti parlo più di una piccola caduta di stile. Ci sono cose dette da lui ai meeting molto più gravi che andrebbero affrontate constantemente e non lasciate negli archivi (l’albo dei giornalisti, ad esempio o i finanziamenti ai quotidiani)
    Questa di Cassinelli, alla fine, che diavolo c’entra coi blog…? bah! Lo ha capito solo lui…
    Comunque, ripeto, per me va fatta un’associazione riconosciuta di bloggers, in cui ci siano i giusti paletti (non propriamente censure) e che ci sia tutela garantita, visto che qui per difendersi da qualsiasi abuso, un blogger qualunque è costretto a pagare suon di bigliettoni la consulenza da un legale.

    Ciao Mic!

    RispondiRispondi
  3. Ciao Mat!Hai ragione,son d’accordissimo con te.Insomma,veramente megalomania questa!Ma ti pare che uno come Beppe Grillo ,si debba preoccuapre di non essere nei “suggerimenti” di Google???Io fossi stata in lui,nemmeno ci avrei pensato ,e poi sta di fatto che se veramente ha dei fans in giro per il mondo,lo seguirebbero anche senza avere il suggerimento dal motore di ricerca.Anzi,ti dirò di più,sarebbe stato un grande riscatto il suo,se avesse notato che i suoi fans lo cercavano anche senza avere questa comodità!
    In ogni caso,è una persona che deve fare “grido”…nel senso che deve in qualche modo alzare polveroni e notizie da “chiacchiera” per rendersi ancor più popolare e far capire che lui cura la sua posizione nell’opinione pubblica!Mah…
    Veramente non hanno più cosa pensare questi vip (e non direi nemmeno tanto vip) con la sola voglia di farsi idolatrare dai propri fans ancor di più!
    Ciao Kira!

    RispondiRispondi

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