Facendo zapping in rete, sono capitato in un blog appartenente ad un professore.
Ho trovato un articolo su tutti che non mi trova affatto d’accordo ed è intitolato così: “Alziamo le tasse universitarie degli studenti fuori corso!”
E vediamo cosa c’è scritto:
L’Università italiana non funziona anche perchè è intasata da migliaia di studenti fuori corso. In Belgio, per evitare che si trasformi in un parcheggio per bamboccioni che non si sentono pronti ad affrontare il mercato del lavoro, hanno stabilito che, dopo tre anni senza esami, non ci si può più iscrivere. Probabilmente, si tratta di una soluzione un pò radicale, ma da noi i fuori corso sono troppi e non sono penalizzati in alcun modo. E allora se meritocrazia deve essere, che meritocrazia sia per tutti. Perchè non premiamo gli studenti che si laureano in corso, penalizzando, con un aumento delle tasse universitarie, quelli che non fanno esami da anni? Ovviamente, facendo attenzione a non penalizzare quelli che non hanno potuto studiare, per problemi seri come malattie o lavoro. Che ne pensate?
Penso che sia incostituzionale, prima di tutto.
Che una proposta del genere da chiunque potrei aspettarmela, tranne che da un professore che io pago per consentirgli di praticare la sua professione.
Credo che questo docente non sia consapevole delle condizioni pessime di alcune università.
Ci metto volentieri la mia, che fino ad alcuni anni fa’ costringeva gli studenti a studiare nei cinema ed aveva nel suo registro ben 15’000 iscritti!
C’è da dire che il Belgio non è l’Italia, che le università non sono tutte come la Luiss (da dove insegna questo docente) o di una piccola provincia; che i docenti non sempre svolgono la loro professione come dovrebbero; che nelle università pubbliche regnino sovrani gli interessi politici e hanno parecchie carenze.
In una proposta del genere vedo un sistema quasi criminale per rubare alle tasche degli italiani e niente più.
Il progresso dovrebbe partire dagli investimenti dello Stato sulle università e non da chi paga queste per apprendere.
Oggi le università italiane, complici gli scarsi fondi, offrono tanta teoria e poca pratica e… ahimè, ancora devo capire come sia possibile che un laureato in lettere finisca a fare l’impiegato, ad esempio.
Si riesce ad ottenere molto di più nelle università private, perché si pagano suon di milioni.
Ed è inconcepibile che lo stesso non avvenga nelle università pubbliche che non di certo sono gratuite.
Mi chiedo se i soldi spesi per le università valgano davvero la pena e non riesco a capire perché uno studente di Reggio Calabria venga a studiare a Roma e non nelle università della sua regione.
Sembra che queste persone vivano nella piena convinzione che le loro università siano carenti e che non garantiscano lo stesso futuro di quelle che invece stanno a Roma.
Da ciò, mi domando cosa diavolo c’entri l’inefficienza causata dai fuori corso!
Parliamo di una minima percentuale di studenti che probabilmente nemmeno frequenteranno la sede e che nella pratica fanno anche un favore (tipo alla Sapienza) a chi segue le lezioni in aula in piedi!
Ma poi, questo sistema rischierebbe persino di vietare a qualunque persona il diritto di studiare, a prescindere dalle esigenze personali o dall’età.
Se Tizio ama studiare, questo ha il diritto di svolgere il suo percorso formativo come e quando gli pare.
Piuttosto che punire i fuori corso, che siano giustificati o meno, si prendessero d’esempio i modelli Giapponesi o quelli degli States che vivono nel credo meritocratico ed investono notevoli risorse per le loro università.
Sarà un caso che sono i due paesi più produttivi al mondo?
Eppure le università di questi paesi, con le loro ricerche, sono al centro dello sviluppo economico mondiale.
Vanno ricostruiti i modelli sin dalle radici, ossia partendo dalle scuole che anch’esse sono responsabili nella formazione di un giovane.
Il Belgio lascia il tempo che trova e sta bene dove sta, coi suoi dieci milioni di abitanti a seguire.
E con questo passo la parola a voi.
Mat
Ciao Mat!
Partiamodal presupposto che qui in Italia,tutti vorrebbero che le cose funzionassero come in altri Paesi,ma sappiamo che sarebbe necessario un cambiamento radicale,e i primi a cui brucerebbe il …..sarebbero proprio quelli che hanno meno problemi di tutti:i Porfessori!
Io penso che lui,l’abbia detto solo perchè talvolta si trova costretto a dover starer all’università per far fare esami anche ai fuoricorso ,mentre desidererebbe di star sul divano in pantofole o stare al mare alle Maldive!
La meritocrazia non si ottiene penalizzando chi semmai ha vogia di “crescere”,ma semmai non riesce a dare esami o per timidezza,o per problemi con professori (vedi me,con la mia prof di analisi mat2 che mi ha fatto perdere un anno appresso a lei,e comunque mi ha dato un voto che non mi apsettavonè meritavo…),o addirittura perchè semmai ha passato periodi non al top (vedi chi va in depressione,o delusioni amorose forti durante l’anno,ecc)
Io ho degli amici in Germani,e lì pure,come in Beglio,si fa così:dopo un semestre senza esami non ti puoi pù iscrivere a quella facoltà.
Ti sembra giusto che una persona ,che si blocchi per qualsiasi motivo,non possa conseguire il Titolo per una decisione così restrittiva??
Se volessimo vedere l’altra faccia della medaglia (dalla parte di chi è d’accordo),valutiamo i risultati…Gia normalmente su 100 persone dello stesso corso e dello stesso anno di iscrizione…se ne laureano in tempo (3 anni) solo 30/35…le altre 65/70 dovrebbero andar via dall’università.
Ok,non potranno più iscriversi e intanto avranno già 25/26/27 anni.Aumenta la disoccupazione,questi ragazzi andranno ad elemosinare lavoro..e qui in Italia ,siamo messi male,perchè altra piaga sociale è il favoritismol che si fa lasciando il “posto” di padre in figlio,;quindi di conseguenza se io,tu,o il tuo amico ,non disponiamo di posizioni già “sicure ” in familia,siam destinati a diventare barboni…o gente nulla facente!
Bello…immagina che questo accada,simultaneamente in tutta l’italia,dal più piccolo centro urbano a la grande metropoli.
Quanti ragazzi starebbero per strada a cercare lavoro ,per l’eternità,senza un titolo di studio???Questo discorso si affianca benissimo alla questione “aumentiamo le tasse ai fuoricorso”.Prendi la famiglia di un fuoricorso,due genitori stipendiati statali,consideriamo 3.000 euro lordi complessivi (di entrambi i genitori insieme) con un fitto di 600 euro (se ti va bene) al mese..
Aumenta loro,le tasse,e guarda un pò hce fine faranno!Il ragazzo o i ragazzi (se son più figli),lasceranno gli studi per obbligo e cercheranno lavoro…ammesso hce lo trovino,qui in Italia!
Resoconto del blancio:meno cultura,più disoccupazione,meno competenze e minor competizione mondiale…figura di m….Per l’Italia!!!!!
Digli a sto professore,che si pigliasse un caffè in più con i suoi e che svogla il suo lavoro come si deve,anzicchè di elemosinare sempre ore di lezione in meno e avere lo stipendio sicuro in tasca….
Il problema lui non se lo pone,perchè o esame in più o esame in meno alla fine del mese le sue tasche saranno sempre pieneeeeeeeeeeeeeee!Anzi stracolmeeeeeeeee…come in tutte le cose:IL PANE A CHI NON HA I DENTI!
Ma tu vedi…io vorrei vedere se suo figlio o sua figlia ,fossero fuoricorso…lo farebbe lo stesso sto discorso?????
Ciao kira!
Il tuo discorso non fa una piega.
Per me è già impraticabile un paragone con il Belgio. Lui tira fuori la scusa dei soldi spesi per ogni studente, come se ogni studente non paga a suon di denaro gli studi cui avrebbe diritto di accedere, secondo la costituzione.
Il Belgio ha 1/6 degli abitanti che ci sono qui: facile gestire il tutto con quelle cifre.
A me, ripeto, non è piaciuto il modo di puntare il dito verso la classe studentesca, come se fosse la vera causa dei mali universitari, e che a fare quest’osservazione sia stato proprio un professore pagato da noi stessi.
E’ folle una proposta del genere, specie da un prof.
Fosse un’altra persona gliela passavo pure.
Ma qui un professore dovrebbe preoccuparsi a fare l’insegnante e non di stabilire meriti o punizioni ai suoi studenti.
Mi meraviglio che un docente dica una cosa del genere, te lo giuro.
Ciao Kiretta!
:*
Un modo come un altro per raccattare soldi…sbaglio o sono i professori molte volte che bocciano ingiustamente,attaccandosi a cavilli del programma portato?Quindi assolutamente no
Da figlia di una docente universitaria non me la sento di esprimere la mia opinione senza essere bene informata tanto più avendo una fonte di informazioni in casa che con questa realtà ha a che fare tutti i giorni da più di un decennio. E negli ultimi anni anche da studentessa. Mi hai dato un ottimo spunto di confronto.
Pensate che, in una facoltà di Giurisprudenza della Puglia [Bari, Foggia, Taranto, Lecce... suvvia, non fatemi fare nomi ;-D], qualcuno propose di venire incontro ai fuori-corso iscritti alla vecchia laurea quadriennale ad esaurimento. Questo per “eliminare”, finalmente, quanti risultavano iscritti da molti anni.
Praticamente, si era pensato di fare come è avvenuto anche a Milano ed in altre Università italiane, ossia ridurre parzialmente i programmi degli esami che queste persone dovevano ancora sostenere.
In fin dei conti, non era un’eresia, visto anche che esistono già dei programmi ridotti di cui possono godere particolari categorie di studenti (si pensi ai membri delle forze dell’ordine e delle forze armate).
E questo anche in considerazione del fatto che in tale Facoltà, tra vecchi e nuovi corsi di laurea, convivono ben 6-7 corsi di laurea giuridici, per così dire, “paralleli”! Un vero caos per tutti!!!
Ebbene, sapete come si è risolta la questione? Con un nulla di fatto.
Probabilmente, c’è chi ritiene più conveniente continuare ad incassare le tasse di questi fuori-corso cronici…