Il relazionarsi digitalmente e realmente

lunedì, 2 marzo, 2009 su Media 2 Commenti

nokia n97Guardavo qualche video su Youtube e mi sono soffermato alle demo sugli smartphone: da una parte c’è un oggettino sottile di mamma LG che costa 200 euro ed è mirato per i più giovani. Dall’altra spunta un mostro, forse il più potente di tutti, di mamma Nokia, presentato a Barcellona nel mese di Dicembre e che dovrebbe essere in vendita nel mese di Giugno: il Nokia N97. Prezzo indicativo sui 600 euro.
Ciò che mi fa riflettere è che oggi la gente sia sempre più disposta a spendere parecchio su questi prodotti, confermando la sua priorità nell’essere informata e rimanere in contatto con gli altri.

E’ un bene se questi mezzi costituissero una soluzione alle proprie difficoltà. Di meno lo sarebbe nel caso in cui questi mezzi si tramutassero in sostituti della nostra realtà fisica, soprattutto nelle nostre relazioni quotidiane.
Sta di fatto che i posti di ritrovo sono sempre meno frequentati, insorge una latente pigrizia e la comunicazione intima non è più quella di un tempo fatta esclusivamente del “face to face”.

Quello che mi spaventa di più, oltre a ciò, è quando questi prodotti inizino ad occupare un ruolo diverso da quello del semplice informare.
Oggi mi ritrovo a sentire di rapporti sentimentali gestiti a distanza, grazie soprattutto a questi mezzi.
La gente sembra vivere e dipendere da questi prodotti (pervasive) che tendono sempre di più a cercare un impatto reale (logica dell’immediatezza), ma sappiamo bene che i rapporti veri ed affettivi, ossia quelli che rientrano nella sfera intima, sono fatti di quotidianeità e di contatto fisico.
Mi stupisce sentir parlare di storie lunghe, quando poi i giorni di relazione fisica sono inferiori rispetto alla durata effettiva.

Purtroppo la mia razionalità è cinica e più attratta dai racconti narrati da coppie nei fatti: dalle relazioni dei miei nonni fino ad arrivare ad amici che sono fidanzati da anni.
Non riesco a spiegarmi rapporti diversi da questi.

A parlarne è uno che del digitale è sempre stato all’avanguardia. Il primo cellulare girava in casa nel ‘91/92 e il satellite anche.
Poi è arrivata Internet, e con le relative difficoltà di connessione, oggi è diventato un mezzo prioritario quanto lo è la TV.
Ho avuto modo di conoscere dal vivo centinaia di persone dalla rete. Il più delle volte i rapporti amichevoli sono stati passeggeri. In altri casi si sono fortificati grazie all’interesse reciproco della frequentazione nel reale.
Le relazioni sentimentali hanno preso forma con la frequentazione e internet aveva un ruolo del tutto marginale.
Questa cornice è per farvi capire di come gestisca i rapporti intimi con le persone e di come mi tenga lontano dai rapporti sentimentali gestiti virtualmente.

Lo dico in tutta sincerità: preferisco trascorrere una giornata con una persona andando in qualunque posto, scherzando, ridendo o litigando, piuttosto che starmi a sbattere dietro ad un monitor, alienandomi dal mondo e fingendo che tutto sia reale.
Nel caso delle mie amicizie c’è un rapporto equilibrato tra le vie digitali e quelle fisiche, mentre nel caso sentimentale boccio ogni tentativo di condurre la relazione *anche* sulla rete.
Proprio per questo soffro una netta incompatibilità verso quelli che riescono a rapportare relazioni semi-reali con quelle concrete, fatte in parole povere di quotidianeità.
Eppure oggi è diventata consuetudine parlare di storie prevalentemente virtuali, grazie a questi nuovi mezzi comunicativi personali, sempre più piccoli ed alla portata di chiunque.

Sebbene tutte le introduzioni tecnologiche possano portare sia vantaggi che non, mi è difficile comprendere come si possa parlare del vissuto in una relazione sentimentale portata avanti soprattutto con notebook, desktop PC, smartphone, telefonini, ecc. ecc.
E’ un’altra dimensione relazionale e mi è impossibile paragonarla a quelle “intimo-reali”.
Sono antico in questi concetti e mi scuso con chi non condividerà la mia riflessione, ma io la penso così.

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2 Commenti

  • rita
    martedì, 3 marzo, 2009

    ho letto attentamente quello che hai scritto..diciamo una cosa innanzitutto,una cosa di cui sono convinta dato che frequento il tuo mondo virtuale dal 2007..tu sei una persona che ha trovato il giusto mezzo tra il relae e il virtuale e questa non è una regola, anzi.La maggior parte delle persone è pigra quindi eccede nell’uno o nell’altro verso,facendosi risucchiare da abitudini imposte.Se parliamo della vita reale ancora sento dire:noooo ,non mi prlare di ineternet e cellulari che non ne capisco niente e non ne voglio capire,era tanto bello il tempo in cui ci si scriveva lettere e non si doveva sempre far sapere dov’eri”Altri ancora li sento dire ,all’opposto:”meno male che c’è questa teconologia oggi,io non avrei retto alla distanza!”.la conclusione è che non ci si può schierare nettamente come credo tu faccia,si tratta di un modo di vedere la vita.Ti dico che proprio grazie a queste tecnologie sono riuscita a portare avanti una relazione per un certo tempo e ti dirò che per quanto possa essere una persona tattile, apprezzo molto l’approccio virtuale.Dato che non sono così equilibrata come te,oscillo spesso tra il preferire l’uno o l’altra cosa,non tutte e due contemporaneamente ,come farebbe appunto una persona equilibrata,ho i miei periodi di chiusiìura col mondo,ma poi ci ritorno sempre volentieri.In questo periodo ad esempio ho colto l’aspetto negativo del mondo virtuale,poichè mettere in giro la propria immagine,senza potersi confrontare sul piano del reale ,spesso alimenta fantasie che non hanno ragione di essere ,alimenta aspettative…certo chi le nutre si sente fomentato,chi le subisce invece,ahimè tristemente, si sente perseguitato!

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  • Antonio
    giovedì, 5 marzo, 2009

    Conosco persone che sono “fidanzate” virtualmente. Pazzesco…più che altro questo capita quando queste persone non trovano una fidanzata nella vita reale e allora si “sfogano” tramite questi mezzi di comunicazione. Il bello è che queste persone non si sono mai viste di persona (solo in foto/webcam) e a pensarci è una cosa disgustosa. Addirittura avevo una compagna di classe (bellissima ma non molto intelligente) che ogni mese cambiava “fidanzato” tramite l’uso di una chat. Ovviamente quelle persone abitavano tutte al Sud mentre lei abita al nord…pensa un po’. Comunque mi pare di aver sentito da qualche parte che tanti anni fa esistevano già questo tipo di relazioni. Ovviamente non c’era la tecnologia ma restavano in contatto con delle semplici lettere per cui non è un fatto dovuto alla tecnologia in sé. Direi che la tecnologia ha solamente alimentato questo fenomeno.

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