Le cartoline, una pratica tristemente sempre meno diffusa

giovedì, 19 marzo, 2009 su Media 6 Commenti

Confrontiamo le realtà comunicative di ieri e di oggi.
Luisa scrive una cartolina a Francesca:

Bora BoraCiao Francesca, come stai? Qui tutto bene, il posto è fantastico. Ho trovato delle collane bellissime, color verde smeraldo. Quando torno vedrò di portartele.
Il mare è una favola e questo posto è davvero un paradiso. Dovresti venirci!
Mi manchi tanto, spero che tu stia bene…
Ti dovrò raccontare tantissime cose.
Ti voglio bene,

Ora supponiamo il contatto con il celluare:

 

Luisa: Ciaooo!
Francesca: Oi Luisa, come stai?
Luisa: benissimo, oggi c’è una giornata bellissima. Sono andata al mare…… tu che stai facendo?
Francesca: Beata te! Quanto vorrei essere lì con te! Ho finito di lavorare, tra poco sarò a casa!
Che mi racconti di bello??

- passano diversi minuti -

Luisa: allora ci sentiamo domani! Un bacio!
Francesca: ok, divertiti, mi raccomando! Un bacio!

Da queste due realtà comunicative ci sono enormi differenze.

Nella prima Luisa si fa narratrice di un breve racconto della realtà vissuta lontana dalle sue cose e non sa minimamente cosa stia facendo nello stesso momento Francesca. 
Francesca, dal canto suo, quando riceverà la cartolina, non deve altro che immaginare in quella foto la realtà vissuta da Luisa.

La seconda si diversifica dalla comunicazione bidirezionale.
Le tematiche cadono sulla routine quotidiana ed è quasi impercettibile che le due ragazze si stiano comunicando da un capo all’altro del mondo.
Sembra che non avvertano la distanza fisica.

Si conferma, nella realtà odierna, l’esigenza di avere un impatto più immediato con la realtà e l’esigenza di essere sempre in contatto.
Ormai percepiamo come realtà vissuta ciò che non ci è vicino, dimenticandoci delle vere distanze ed autoconvincendoci che le persone, grazie ai nuovi media digitali, siano sempre vicine a noi.

Nonostante sia una pratica sempre meno diffusa, c’è chi continua a servirsi delle cartoline per narrare le sue esperienze.

Io stesso prediligo il vecchio modo di comunicare, perché la cartolina è un gesto diretto, seppur freddo, di affetto e di confidenza.
La cartolina è quella che alla fine viene attaccata ad un muro e che può tornare d’attualità in un qualsiasi momento.
La chiamata è destinata ad esser cancellata dalla nostra memoria. Gli SMS sono destinati a sparire da un momento all’altro, a causa dei guasti dei nostri apparecchi mobili.
Le foto delle nostre avventure pubblicate in rete, in gran parte, non hanno legami con un destinatario diretto. Queste sono finalizzate ad esser visualizzati da più persone e spesso il loro ruolo è quello di sostituire le vecchie pellicole.

Ed è la memoria a tenere banco: il messaggio contiene sentimenti e non c’è un sentimento tanto forte quanto quello scritto di mano propria.
E’ tanto inconsueto ricevere una cartolina, che è facilmente possibile che la sua forma non ce la dimenticheremo col tempo.
La chiamata al telefono o l’sms, alla fine, sono pratiche quotidiane e questo comporterà che noi dimenticheremo lo spessore di quella chiamata fatta magari oltre oceano.

Proprio per questo motivo stimolo le persone più care a spedirmi le cartoline, così come avviene quasi sempre da me.

Non importa se la cartolina si logora nel tempo: all’interno ci sono i sentimenti di una persona, l’attestato di stima, la nostra immaginazione nel leggerla e la calligrafia che è una prova concreta di esistenza umana dall’altra parte.

Boccio l’idea di dare delle mie tracce esistenziali e confidenziali alle persone più care tramite mezzi digitali, seppur possano essere profondamente affettive, perché alla fine non arrivano a destinazione, ma solo dietro l’interfaccia di un apparecchio. Ciò mi fa sentire superficiale.
Il legame, per quanto mi riguarda, è quello che arriva dritto al cuore e la cartolina si avvicina molto di più a questo concetto, perché va a diretto contatto con il proprio destinatario.

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6 Commenti

  • Debora
    giovedì, 19 marzo, 2009

    Io amo le cartoline e amo sia riceverle che inviarle; anzi se so che qualche amico o parente è stato in vacanza e non me l’ha spedita, mi offendo!
    Le conservo tutte e alcune le utilizzo come segnalibro.
    Le ultime che ho inviato sono state dalle Maldive per ringraziare coloro che mi hanno regalato il viaggio di nozze. Mi piace pensare che qualcuno l’abbia attaccata al frigorifero con la calamita!!
    E’ anche vero che la maggior parte dei miei destinatari sono parenti che non sanno neppure dell’esistenza di internet, ma un messaggio scritto di proprio pugno e che come dici tu “arriva dritto al cuore” rimane sempre un gesto bellissimo.

    RispondiRispondi
  • Elena
    giovedì, 19 marzo, 2009

    Si anche io adoro mandarle e riceverle, deve essere una passione di famiglia, dato che mia mamma ne ha scatole e scatole piene!
    Pensa che felicità quando ne ho trovata una da Bora bora :D

    RispondiRispondi
  • Mat
    venerdì, 20 marzo, 2009

    Non a caso l’immagine esempio è di Bora Bora.
    Mia cara, abbiamo una stessa meta in comune.
    E vai sicura che se ci metterò piede, le cartoline da spedire si sprecano! :-)

    RispondiRispondi
  • Ely
    domenica, 22 marzo, 2009

    Sono d’accordo con te tranne che su un punto: credo davvero che la tecnologia riduca le distanze e ne ho avuto prova quando il mio ragazzo ha passato tutto agosto a Londra. Ci sentivamo al telefono raramente per la male organizzazione delle tariffe e gli sms ai nostri ritmi cominciavano a costare troppo. La soluzione fu lo scambio di e-mail. Neanche Msn perchè la linea a Fregene saltava in continuazione. E io mi sentivo serena perchè in un qualche modo lo sentivo vicino.
    Ma tornando in tema, io le cartoline le colleziono. Mi piace leggere di chi è in vacanza e mi ha pensato tanto da scrivermi una cartolina. Ora che ci sono gli mms alcuni usano quelli ma andare dal tabaccaio o al negozio di souvenir, acquistare il francobollo (con relative imprecazioni perchè non si sa mai qual è quello giusto) e imbucarlo nella cassetta delle lettere non ha prezzo. Soprattutto leggere la calligrafia di chi quei pensieri li dedica solo a noi. A questo proposito proprio qualche giorno fa ho scritto un biglietto di auguri (a mano chiaramente) senza scriverci chissà cosa. Tutte cose che quella persona sapeva già ma ugualmente con sguardo incredulo mi ha chiesto se fosse vero tutto ciò perchè a mano diventa differente anche il significato. Per concludere altrimenti oltre ad andare fuori tema esco fuori layout con questo commento chilometrico, penso che non perderò mai l’abitudine dello scrivere di mio pugno e non ci sarà viaggio dove io non dedicherò una serata allo scrivere cartoline. Anche se quando mi arrivano gli sms per ringraziarmi mi sento sempre un po’ vecchia… :)

    RispondiRispondi
  • Mat
    lunedì, 23 marzo, 2009

    @Ely
    Ma senza dubbio la tecnologia riduce le distanze. La questione però non pone il problema della necessità e l’immediatezza del contatto (se pensassimo a chi lavora…), bensì di una pratica che è sempre meno diffusa a favore dei nuovi mezzi che tendono a farci percepire la nostra esperienza in altro modo.
    A farne le spese di tutto ciò è sicuramente la nostra immaginazione che diventa sempre più succube di una percezione illusoria.

    RispondiRispondi
  • Laura
    sabato, 29 agosto, 2009

    E’ un vero peccato, hai ragione. Le cartoline rendono tutti un po’ più romantici.. Io adoro le cartoline, ne ho sempre mandate tante ma ultimamente mi ritrovo, per comodità e pigrizia (e già, anche perché qui non le manda più nessuno!!!) sempre più spesso a mandare solo un sms. Triste già.
    A volte mando qualche cartolina dal web, raccontando una parte di me in un piccolo riassuntino della mia vita. Le considero comunque meglio di un sms per certi versi. Superficiale, è vero. Ma sempre meno di un sms scritto in fretta e furia.
    Però non c’è paragone.. La ricerca della cartolina giusta.. Il francobollo speciale.. L’idea della tua cartolina in viaggio. E la felicità della persona che riceve quel pezzettino di carta pensato appositamente per lei..

    Bell’articolo, complimenti. :-)
    Ciao ciao!!

    RispondiRispondi

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