Facebook democratico?
lunedì, 27 aprile, 2009 su Web Lascia un commento
Ultimamente c’è stato un gran discutere sulle iniziative apparentemente democratiche di Facebook riguardo il suo regolamento. Così, a tempo perso, guardando qua e là tutti i termini, mi sono soffermato a leggere il punto riguardante la nudità:
Perché Facebook proibisce la nudità?
È molto difficile tracciare una linea di separazione tra ciò che è artistico (o altrimenti appropriato) e ciò che non lo è. Per facilitare agli utenti il rispetto di questa Dichiarazione, abbiamo deciso di dare a tutti una regola precisa e poco flessibile.
Già questo piccolo dettaglio va in contrasto con il tanto caro ed amato Art. XXI della nostra Costituzione, dimostrando nei fatti che tutta questa libertà non ci è garantita, seppur con buoni propositi (i nudi artistici come argomenti educativi, ad esempio).
Il motivo che spingerebbe Facebook a censurare, dunque, non è tanto diverso da quello che ho visto in passato nei Windows Live Spaces, piattaforma blogging di Microsoft.
Il tutto è causato dagli interessi di questi colossi mondiali che superano anche le barriere culturali, religiose, sociali, razziali, ecc. ecc.
Quindi, per la sana e pacifica convivenza di un’intera comunità (paragonabile ad un vero e proprio impero), vengono applicate misure rigide nei confronti di chi espone foto oscene.
Non importa se per noi “occidentali” le foto artistiche di nudo non siano ritenute oscene, ciò che conta per Facebook è che queste non rappresentino un’offesa a tutti quei membri con valori culturali e religiosi diversi dai nostri.
Le misure rigide riguarderebbero la disattivazione immediata dell’account: le attese di una possibile riattivazione possono arrivare anche oltre un mese.
Ma torniamo al discorso iniziale: perché guardavo il regolamento? Cosa vuol dire ‘iniziative apparentemente democratiche’?
Mi spiego.
Facebook si è reso protagonista di una nuova iniziativa, dando agli iscritti la possibilità di valutare quale regolamento sia più idoneo per esser applicato all’interno della comunità: da una parte ci sono i vecchi termini di regolamento che dovremmo conoscere tutti quanti, dall’altra quelli modificati grazie ai suggerimenti dei suoi iscritti.
Perché i voti possano risultare determinanti nel cambio del regolamento, il quorum dei votanti favorevoli avrebbe dovuto raggiungere almeno il 30% degli iscritti su Facebook.
Quindi per ottenere un cambio del regolamento, Facebook ha praticamente preteso l’impossibile, tant’è che i risultati finali hanno visto la partecipazione di soli 600’000 votanti su oltre 200 milioni di iscritti.
Ma dove starebbe realmente tutta questa democrazia?
- E’ nei nostri principi la censura di contenuti con nudo artistico?
- Perché non vengono menzionati i membri che hanno contribuito a proporre il regolamento modificato?
- Perché il Team di sviluppo non ci ha reso partecipi, magari introducendo un avviso nella Home News?
A parte tutto ciò, a me quest’iniziativa sembra più un plebiscito che altro.
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