Abbiamo bisogno di ingegneri, abbiamo bisogno di tecnici importanti. Una sola preghiera: non vi iscrivete a scienze della comunicazione, non fate questo tragico errore, che paghereste per il resto della vita!”
Non so se Vespa si sia espresso male.
La sua uscita finale lascia parecchio a desiderare, a dirla tutta.
Non capisco perché debba distruggere le ambizioni di un ragazzo in questa maniera: se egli possiede buone capacità sociali e soprattutto nutre interessi e passioni nel mondo comunicativo, non vedo perché dovrebbe scegliere altre facoltà!?
Certo, non sono pochi che scelgono Scienze della Comunicazione per ottenere soltanto un benedetto pezzo di carta (il più delle volte non servirà a nulla), però tengo a ricordare che questo andazzo è presente in parecchie università e ricordo perfettamente che anche la facoltà di Giurisprudenza soffriva la presenza di alcuni studenti che svolgevano il loro percorso formativo senza avere la benché minima idea di cosa poter fare poi una volta conclusi gli studi.
Rimango spiazzato da tutto questo disprezzo, astio o quellochevvipare verso questa facoltà, quando oggi siamo la società dell’informazione.
No, non riesco proprio a capirlo.
Da un professionista come Vespa, poi, è il colmo!
*Notizia prelevata da questo articolo
http://www.youtube.com/watch?v=mbOln31nQmA
invece di occuparsi del futuro degli studenti di scienze della comunicazione forse bruno vespa dovrebbe occuparsi di parlare più in generale della situazione in cui versa l’università italiana. io mi sono dovuta trasferire all’unisu perchè nella mia università pubblica le lezioni erano sempre troppo affollate e non riuscivo a seguire. perchè bruno vespa non parla di questo nella sua trasmissione?
@Gaia
Come ti capisco…
Proprio a Scienze della Comunicazione, in Via Salaria, c’era questo problema ed è durato parecchi anni.
Studiavamo nei cinema e a volte non bastava.
La cosa è andata migliorando solamente dopo che fu aperta un’altra sede alla Termini, condivisa poi con altre facoltà (sociologia tra tutte).
Questo è per farti capire quanto il tuo problema sia familiare da queste parti.
A presto!
Vesp è troppo preso dai servizietti che rende al suo padrone, per capire certe cose. Io penso che lui volesse dire che con la laura in scienze della formazione non ci si fa nulla. Probabilmente se avesse detto solo ‘Abbiamo bisogno di ingegneri, abbiamo bisogno di tecnici importanti’ avrebbe evitato di fare codesta figura.
Comunque io penso che sia molto più da sciocchi iscriversi a lettere e filosofia, piuttosto che a scienze della formazione.
@Matteo
Un momento: Scienze della Formazione è una facoltà ed è diversa da Scienze della Comunicazione.
Anzi ti dirò che se eliminassero la prima non farebbero un soldo di danno, visto quali soggetti escono fuori. Quelli che insegnano alle attuali elementari sono proprio di questa facoltà. Sarebbe sbagliato da parte mia generalizzare questo corso di studi (quindi magari offendere), però nessuno può negarmi che 90 su 100 dei laureati a Sc. della Formazione non sappia scrivere in italiano. Che poi questo sia un problema in tutte le facoltà non lo nego, però Scienze della Formazione dovrebbe – in teoria – mandare i suoi studenti ad insegnare nelle cattedre delle scuole elementari. Insomma hanno un incarico importante, solo che non sono all’altezza in gran parte.
Se oggi stentiamo TUTTI ad usare il congiuntivo è per colpa loro, non degli insegnanti che vengono dopo (alle medie e liceo, ossia i laureati in lettere).
Secondo me, poi, Scienze della Formazione andrebbe eliminata a favore di una corso ben preciso sotto la direzione della facoltà di Lettere.
Si risparmierebbero tanti soldi, senza scombussolare tutto l’ordine di studi.
Ciao!