il giornalismo senza regole

Via Della Pineta Sacchetti - Ingresso Galleria Giovanni XXIIIQuesta che vedete a destra è una comune foto scattata dal sottoscritto, in una via di Roma.
E’ brutta, lo so, ma se io raccontassi la storia di questa per filo e per segno, sono strasicuro che avrebbe tutt’altro sapore ed acquisterebbe un senso.

Questa foto fu scattata per un articolo… un banalissimo articolo che narrava una questione relativa al traffico, ossia che i motorini non potevano attraversare quella galleria che potete ben vedere (lo spero) nell’immagine.
Senza raccontarvi la questione passiamo ai dettagli della foto.
L’immagine illustra una via a doppia corsia: è Via della Pineta Sacchetti, praticamente dietro l’Università Cattolica del Sacro Cuore (Policlinico Gemelli).
Il sottoscritto, per fare questa foto, ha dovuto attraversare questa strada senza strisce pedonali e con macchine che raggiungevano in pieno pomeriggio anche i 70 – 80km/h.
Ero in mezzo alle due corsie e tutto questo per fare un semplice articolo per il mio quotidiano ormai fallito tristemente.
In tutto ciò ero pagato una miseria – aggiungiamolo – perché avrei guadagnato di più lavando i vetri delle macchine o facendo l’elemosina davanti a qualche supermercato!
L’articolo, infine, risale a due anni fa’.

La foto, per quanto possa essere brutta, me la sono ritrovata Sabato scorso su IlMessaggero (nel giornale e non in rete), in un articolo dedicato ai prossimi lavori che interesseranno il quartiere Primavalle – Torrevecchia (XIX Municipio).

Un atto illecito facilmente ricostruibile: la foto è stata presa da Internet, più precisamente da Google Maps. Il giornalista – da buon paraculo non si è firmato – ha osservato nella mappa ‘Via della Pineta Sacchetti’, ha cliccato sulla mappa “altro” e ha spuntato “Foto”: ha visto la mia foto, si è illuminato e l’ ha usata per arrotondare il suo pezzo.

Ecco l’altra faccia del giornalismo, ossia quello infetto dalla pigrizia ed ignoranza.

Tutte le foto che si vedono sono ospitate sul sito Panoramio, il quale riconosce la paternità dell’autore, tant’è che nella pagina stessa, in basso, c’è scritto “© All rights reserved by Piovrino”.

Solitamente  i giornalisti vanno sul posto o ci mandano qualcuno a scattare qualche foto.
Questo tizio, al contrario, gli pesava muoversi e ha trovato nel Web la soluzione a tutti i suoi problemi.
La foto è finita in terza pagina, su “Cronaca di Roma”.

Abbiamo dato un senso a questa foto, pur essendo brutta.
Avete visto?

ImmagineNon è stato il primo caso di furti illegittimi da parte di giornalisti e questo spiega perché io non abbia querelato l’imbecille di turno.
Accadde un episodio analogo su TGCOM e lì ebbi un motivo più che valido per incazzarmi di brutto, visto che avevano accostato una mia immagine (con tanto di faccia del sottoscritto) ad un omicidio avvenuto su Facebook.
Mi contattarono tre amici, quindi solo da questo potete ben capire l’entità del danno…
La storia, che potete leggere cliccando qui, durò purtroppo qualche ora nella prima pagina del sito.

Ciò che non mi spiego è come sia possibile che io sappia i diritti e doveri dei giornalisti, mentre questi non sanno niente e fanno come gli pare…?

Io stento a credere che un professionista arrivi a commettere questi rischi.
Va detto, però, che alcuni editori si accontentano di notizie pure di dieci righe, anche se riciclate: l’importante è che la pagina sia coperta da un buon pezzo.
Credo che questo sia il vero cancro del giornalismo odierno.

6 thoughts on “il giornalismo senza regole

  1. che tristezza.
    t’ammiro x la pazienza perchè io sarei andato già a cercarlo.
    altro che querela!

    RispondiRispondi
  2. Bimbo sveglia siamo in Italia :-)

    Tu hai chiesto l’autorizzazione al comune di Roma di scattare una foto e pubblicarla su Internet? No, esattamente come il giornalista che ha pubblicato la tua foto.

    Quindi non lagnamoci solo delle cose che non ci vanno a genio ;)

    RispondiRispondi
  3. @Iaia
    Il tuo discorso non sta né in cielo e né in terra, pur tirandomi fuori luoghi comuni.
    1. La foto, qualunque essa sia, è una proprietà intellettuale che va sia rispettata che tutelata.
    2. Il comune di Roma è un’istituzione territoriale che appartiene a te, a me e tutti i cittadini italiani.
    3. Nei diritti e doveri dei giornalisti, ogni cosa ripresa deve essere citata. Leggiti la legge 69 e poi ne riparliamo.

    Cordiali Saluti
    p.s.
    se devi replicare, portami i codici alla mano. Grazie.

    RispondiRispondi
  4. Beato te che non hai meglio da fare che sollevare problemi (?) come questi… proprio come i politici di oggi che fanno tutto tranne che fare qualcosa di utile per l’italia.

    RispondiRispondi
  5. @doenst
    beato invece te che non hai altro di meglio da fare che sparare banali considerazioni a persone che fanno onestamente il proprio lavoro (pagate una miseria) e vengono poi derubate da giornalisti professionisti.
    Dicasi giustizia, doesnt.
    Sai com’è: se non siamo noi i primi ad essere onesti, è difficile poi pretendere da un politico la stessa cosa.

    Saluti.

    RispondiRispondi
  6. Ciao Mattia!

    A me sorprende sempre di più la negligenza della gente e soprattutto di quest’ultimo che si permette di criticare il tuo comportamento quando sei stato offeso moralmente e persino derubato.

    Certo,da professionista ti dico che il secondo caso è da licenziamento,ma trattandosi di una redazione gestita virtualmente,il responsabile è colui che amministra le pagine (webmaster?),quindi in quel caso la responsabilità è tutta da definire.
    E’ un reato grave,inammissibile…quasi impossibile da dire che sia ad opera di un professionista.

    Su questo della foto è inutile dirti che rubare i pezzi degli altri è un uso piuttosto diffuso tra i giornali.
    Di meno invece nella televisione dove è più facile risalire al plagio.
    non mi sembra che tu abbia agito con una segnalazione (ma più di una rettifica non si otterrebbe altro…ma a quale scopo poi?) e questo dovrebbe già aiutare i due stolti a comprendere che non solo ci sei passato sopra,ma te ne sei fatto persino una ragione.
    E’ un comportamento da pochi,visto i tempi e considerando che di mezzo andrebbero inclusi anche i risarcimenti economici.

    Buona serata a tutti

    RispondiRispondi

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