Soccorsi carenti in spiaggia

image Stamattina sono stato punto da qualche bestiaccia marina proprio alla riva del mare.
Probabilmente si è trattato di una tracina.
Inizialmente il dolore era sopportabile, ma lentamente andava acutizzandosi.
Preoccupato dal dolore sempre più acuto, mi sono avviato verso il bar dello stabilimento per chiedere di essere medicato.
Giunto al chiosco, il dolore cominciava a farsi sentire pesantemente ed era quasi insopportabile.
Gli inservienti, pur capendo l’entità del danno, se la sono presa comoda e ci hanno impiegato cinque minuti per prendere il necessario.
Il primo a presentarsi, dopo un’attesa snervante, è stato il bagnino, con un secchiello da spiaggia contenente acqua bollente.

L’intento era quello di fermare la propagazione del veleno della tracina, che va debellato per l’appunto con l’acqua calda.
C’erano almeno 40° in quel momento, mi sono dovuto prendere da solo una sedia per medicarmi.
A stare seduto sono durato poco perché sentivo proprio lo svenimento prossimo.
Al tavolo di fianco c’erano i proprietari dello stabilimento, impassibili e totalmente disinteressati alla vicenda.
Non riuscivo nemmeno a chiedere aiuto, talmente era forte il dolore.
A quel punto ho pensato bene di sdraiarmi per terra per cercare di riprendermi poiché nessuno stava vigilando sul mio stato.
L’inserviente, infatti, era tornata a fare il suo lavoro, il bagnino era sparito e quei tre imbecilli dei proprietari non si erano minimamente curati del mio affanno che l’avrebbe intuito persino un cieco.

Mi sono infatti dovuto mettere da solo per terra perché questi arrivassero a capire la gravità delle mie condizioni.
Ma la cosa più incredibile era vedere questi tre cretini che invece di prendermi un lettino con le loro mani, si sono dovuti servire nuovamente della inserviente che stava dietro il bancone del bar.
Tragica, infine, è stata la proprietaria che invitava in un primo momento la inserviente a non mettermi davanti all’ingresso del bar e poi si è corretta, giustificando quell’infelice sparata perché in quel punto non circolava aria.

Il resto è inutile che lo racconto, perché è bastato il Bentelan per cambiare le mie condizioni in breve tempo.
Tant’è che sono tornato a casa coi miei piedi, senza alcun problema.
La cosa assurda da evidenziare non è stato il dolore vissuto in quei momenti (c’è di peggio), bensì la totale impreparazione e poca disponibilità nel soccorrermi da parte di questi personaggi.
Se fossi stato un soggetto allergico, con un soccorso simile, potevo rischiare di brutto la vita.

2 thoughts on “Soccorsi carenti in spiaggia

  1. Caro Piovra,
    effettivamente, in giro, la “gente di buona volontà” lascia molto a desiderare !!!
    Se pensi ke è capitato ke, 1 poveraccio colto da malore e deceduto sul marciapiede, venisse scansato dai passanti, senza altre reazioni da parte degli stessi… diciamo ke ti è andata ancora bene !!!
    Da buona ecologista, alla tua storia, mi verrebbe da aggiungerne 1 altra sull’inquinamento del mare, sull’incuria delle spiaggie e sul disinteresse di bagnini, bagnanti & Co. nel loro mantenimento… ma questa, appunto, è 1 altra storia ! E poi, immedesimandomi nel tuo disagio, sconcerto & rabbia del momento, non mi permetterei mai di sottovalutarli, ma anzi son quì così, proprio x esprimerti tutta la mia solidarietà ed il mio appoggio, contro la dis-umana indifferenza altrui !!!
    Colgo l’occasione x salutarti e sperare ke x te, questa sia stata 1 estate da ricordare nel bene, + ke nel male… alla proxima !!!
    Fiore – SanRemo

    RispondiRispondi
  2. @Fiore
    La cosa più assurda che non ho detto è che la mia famiglia è cliente di questo stabilimento da cinquant’anni, almeno.
    Ultimamente sta perdendo clienti e stile. Non so cosa abbia di attraente e nemmeno lo voglio sapere.
    Io miro a ricomprarmi una barca (non barcone eheheh!) il prima possibile, lontano da questo carnaio e dalle zozzerie in riva al mare.
    Per il resto è andata come volevo: in pace da tutto e tutti.
    Un abbraccione!

    RispondiRispondi

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