No ai bambini al ‘Coast Music Bar’ di Porto Cervo
L’articolo letto sul settimanale Dipiù TV sa d’incredibile.
Massimiliano Ossini, conduttore de “Sabato e Domenica Estate”, è stato vittima di una vera e propria discriminazione in un bar a Porto Cervo.
Erano le sette di sera o giù di lì, quando il conduttore si stava recando con sua moglie e le due figlie piccole ad un bar per dissetarsi.
Giunto all’ingresso, il cameriere non gli ha permesso di entrare, facendosi da scudo umano, perché il regolamento vieta l’accesso nel bar ai bambini.
Tale era la delusione che dopo qualche ora il conduttore si è recato alla polizia locale per avere delle delucidazioni in merito a questo fatto del tutto vergognoso.
Le autorità gli avrebbero confermato che un esercizio pubblico non può selezionare i clienti, pertanto Ossini poteva liberamente denunciare il gestore del locale.
Il conduttore, però, ha dichiarato al settimanale ‘Dipiù TV’ di voler affrontare questo delicato problema (e non solo) nella sua trasmissione.
Tutta la mia solidarietà ad Ossini, anche se io avrei agito diversamente.
Questi episodi vanno annientati sin dal principio, denunciandoli.
E’ inammissibile che nel 2009 ci siano delle discriminazioni che arrivino a coinvolgere persino i bambini.

domenica, 23 agosto, 2009
Ciao Mat,
questo fatto non mi stupisce per niente.
Io sono appena tornato dalla Sardegna e le selezioni per entrare nei locali, ci sono praticamente ovunque.
Ma non solo in Sardegna: anche nella mia città, Brescia, se vuoi entrare in locali “alla moda” devi essere vestito in un certo modo.
Pensa che qui a Brescia nelle discoteche migliori, non fanno nemmeno entrare extracomunitari che provengono da certi stati (di solito Albanesi, Romeni, Slavi etc), anche se non sempre questo è un fatto negativo. ;-D
Buone vacanze!
domenica, 23 agosto, 2009
sta gente deve essere denunciata appena ti vietano di entrare nei locali.
Questo articolo, comunque, mi ha fatto ricordare un servizio delle iene in cui parlano dei buttafuori davanti ai locali che decidono chi far entrare nel locale e chi no. l’argomento è simile a quello che hai trattato tu, quindi mi permetto di segnalare il video: http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=UtZlnJ6xQWA
lunedì, 24 agosto, 2009
Attenzione però: qui si parla di un bar che non fa entrare una persona per prendere due bicchieri di aranciata.
Secondo me è molto più grave rispetto al discorso dei locali-disco che sono un fenomeno esistente dal ‘60 almeno.
Il video delle Iene lo condivido, ma solo in parte.
Mi spiego meglio: oggi le organizzazioni (ma chiamiamoli gestori affittuari di un locale per una sera a settimana, che facciamo prima) si muovono in tal modo per garantire stabilità e sicurezza all’interno dei locali. Le loro ragioni non le vedo così negative come può sembrare agli occhi del telespettatore.
Se non c’è un minimo filtro all’ingresso, nei locali ti entra pure il delinquente o il “cercarogne”.
Le feste ad invito esistono eccome.
E’ vero in parte quello che dice il ragazzo alla fine del video, ma mi sono capitati due casi (su almeno una cinquantina però) in cui non volevano farmi entrare per forza, pur avendo una decina di donne e maschi in minoranza.
C’è chi pratica seriamente questo regolamento “fai da te” e sono quelli che maggiormente pretendono un ambientino chic con un’età minima di trenta (parliamo però di gente realmente coi soldi, non i modaioli o fighetti).
Sono andato in tre feste senza questi “filtri” (li chiamo così) e ho trovato per lo più merda. Temi chi hai davanti, ti spuntano quarantenni arrapati che ce provano con l’amica tua, ci sta lo zingaro ripulito, ecc. ecc.
Insomma, quel tipo di feste, esperienza parlando, le evito e lo farò per il resto della mia vita.
Diciamo che è confusionaria la Legge che non fa distinzione, quando sarebbe necessario farla.
Certo, dovrebbe rimanere comunque un obbligo quello di garantire l’accesso a chiunque in un BAR che è un esercizio commerciale cui hanno accesso tutti, mentre nelle discoteche il bambino non dovrebbe proprio metterci piede, considerando il pericolo e altre questioni.
sabato, 29 agosto, 2009
Secondo me quello che hai scritto nel commento qui sopra non ha molto senso.
Ok che andrebbero filtrati, questo sì, ma le leggi della fisica non impediscono a un cercarogne di arrivare in buona compagnia indossando un completo Givenchy
, così come non impediscono a un altro di essere un bravo ragazzo in solitaria conciato a mo’ di Milhouse dei Simpson.
Catalogare è pericoloso, niente è così semplice.
domenica, 30 agosto, 2009
Se ne facessimo una questione morale è inevitabile che la mia considerazione possa non esser condivisa.
Il problema è che mi rifaccio a numerose esperienze nei locali che mi hanno convinto al fatto che un minimo di selezione ci dovrebbe sempre stare (ma solo nelle discoteche).
Ti porto come esempio la realtà di uno dei locali più noti a Roma, ossia l’Art Cafè.
Il solo fatto che in questo locale può accedere chiunque ha comportato un declino pauroso di frequentazione nell’ultimo anno.
Su cinquanta persone ascoltate, tutti abituali frequentatori di locali notturni, almeno una quarantina di questi sostiene che fa schifo perché “ci entra chiunque/di tutto”.
Quando hai una maggioranza che comunque apprezza un ambiente selezionato, poi non bisogna stupirsi delle regole (fatte in casa) che utilizzano i locali.
Sbagliato o meno, l’accortezza su chi entra sembra comunque un’esigenza di chi frequenta questi posti per divertirsi.
Alla fine questo mi spinge a non condividere a pieno ciò che ‘Le Iene’, nella loro trasmissione, fanno vedere.
A predicare siamo bravi tutti, eh!
domenica, 30 agosto, 2009
Mattia, riguardo la selezione, che IN QUALCHE MODO va fatta, ti do pienamente ragione. Le Iene hanno infatti palesemente banalizzato la questione colpevolizzando chi adotta tali regole perchè un minimo, giustamente, si deve prevenire. Ma tuttavia -e chiamala pure questione morale- non vedo come si possano comprendere le reali in tenzioni di una persona da uno sguardo veloce al suo vestiario e ai suoi accompagnatori.
‘Mo mi tocca di farti l’esempio contrario? Ebbene, nemmeno questa penso sia una costante, ma dalle mie parti, quando ero più ragazzino e ‘sti posti li frequentavo e a detta di molti ancora adesso, i bulli rompicoglioni erano i cosidetti FIGHETTI, gli stessi che nelle discoteche fanno entrare senza la minima esitazione.
Per prevenire la criminalità dovrebbero innanzitutto modificare il contesto di quei locali: oggigiorno le discoteche non sono più quelle de la febbre del sabato sera. ;°)
domenica, 30 agosto, 2009
@Sonoentratopercaso
Ma difatti il problema sorge anche quando – attualmente – gli organizzatori pretendono che tu sia in una lista d’invito.
Anche nel suddetto caso è assolutamente relativa la sicurezza.
Teoricamente tutta è una “zozzeria”, tra l’altro una cosa non nuova nei locali…
Ciao!