La Sapienza che non ama più i fuori corso

martedì, 22 settembre, 2009 su Attualità, Intrattenimento, My Life 1 Commento

imageHo letto questa notizia su IlMessaggero qualche giorno fa’.
Pur essendo fuori corso, sono più o meno d’accordo sulla politica che intraprenderà la nostra Università.
Siamo un vero cancro e su questo c’è poco da discutere.
Tuttavia ogni male ha una sua causa e quindi c’è da chiedersi se sia vero che la colpa è solo degli studenti.
Io dico di no.
Ricordo che quando feci il trasferimento da Tor Vergata alla Sapienza, ebbi letteralmente un trauma.

Motivo: un anno solamente per effettuare il trasferimento (un mese l’iter a Tor Vergata, undici alla Sapienza) e uno per capire come diavolo funzionasse questa storia del nuovo ordinamento 3 + 2 nel “sistema Sapienza” che parla da solo.
Ricordo che nei primi anni dei miei studi le lezioni bisognava seguirle nei cinema.
Sì, avete capito bene: nei cinema.
E spesso – tenetevelo ben presente – se poco poco arrivavo con cinque minuti di ritardo (cosa normalissima in una città estesa e trafficata come Roma), mi dovevo seguire le lezioni persino in piedi, quindi senza avere modo di poter scrivere qualche appunto.
Questo piccolo dettaglio, per uno che era abituato a tutt’altro mondo come a Tor Vergata, mi ha spinto a studiare (malamente) da solo, senza più seguire le lezioni in facoltà.
Tralasciando che io sono un rincoglionito di natura, disordinato e che avrò buttato altri due anni nel cretinismo esistenziale (cioè quel momento che tutti i giovani hanno, in cui fanno solo le cazzate e se non le fanno accadrà ai 40 anni), sul resto non posso rimproverarmi di nulla.

Vorrei darmi ulteriori colpe, ma non riesco a trovarle perché altri due anni sono andati in gloria per una tragedia ed è già tanto che io abbia ritrovato entusiasmo di vivere in questo marcio mondo.
Nel frattempo che vivevo i miei non comuni-traumi, non fidandomi dei titolo che quest’università mi offriva, ho iniziato a lavorare in diversi settori della comunicazione per fare esperienza.
Non solo…
Mi sono guardato fin troppe volte allo specchio e mi sono reso conto che non poteva bastare ciò che facevo, quindi ho iniziato a sviluppare conoscenze in altre discipline della comunicazione, svolgendo attività amatoriali semplicemente per non farmi trovare impreparato nel momento in cui mi venissero chieste delle capacità extra non previste dai miei studi.
Non sono matto nelle mie considerazioni: che nessuno si creda che a Scienze della Comunicazione basti soltanto avere un titolo per campare beatamente.
Almeno che tu (lettore) sia raccomandato, un fenomeno o abbia una strada ben avviata dalle università private… ;-)

Osservato tutto ciò, credo sia non giusto, ma giustissimo che la Sapienza attui questa strada. Forse sarà la volta buona che diventi un attimino più seria nei percorsi di studio che offre.
Non sono più d’accordo, però, se il discorso non tiene presente quello che ho scritto sopra, ossia delle problematiche che ogni studente può incontrare o avere.
Io ne ho dette alcune, ma ce ne sono centinaia di motivazioni che qui non elenco perché sennò non finisco più di scrivere.

Infine c’è da fare una critica generale sul fallimento di questa riforma voluta da quell’incompetente dell’ex ministro Berlinguer.
Tre anni di studio per ottenere una laurea equivale ad una media di nove esami l’anno, in media.

Nove esami l’anno equivale per lo studente una riduzione del programma per ogni materia, rispetto a chi è/era del vecchio ordinamento.
Questa massiccia presenza di materie (io ne ho tipo 40 + attività extra), alcune delle quali insignificanti ed inutili, mi sembrano più per dare una cattedra a qualche docente che per offrire una preparazione adeguata allo studente.

Quindi è giusto da una parte porre un rimedio a questo cancro, ma è sbagliato non tenere conto della penosa offerta di questi studi, in tutti i sensi.

Speriamo che con questo sistema le cose cambino…
I tempi per ottenere una laurea, almeno nel mio caso, non sono un problema, con o senza aiuti.
Il problema, semmai, è che devo riorganizzare tutto il resto… ora che mi si stavano aprendo delle porte davvero interessanti.
Come al solito, la vita è fatta anche d’imprevisti.
L’importante è farsela prendere bene, sempre e comunque. ;-)

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1 Commento

  • Marco
    martedì, 29 settembre, 2009

    studenti sbattuti nei cinema,le disoccupazioni,le aule strapiene…..che schifo.
    il prestigio di una laurea lì dentro è determinato dalla sopravvivenza.

    RispondiRispondi

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