Beppe Grillo è stato di nuovo vittima di una censura, questa volta da parte di Youtube.
Come accadde sulla vicenda di Google, ecco un altro suo intervento eccessivamente allarmista che merita un’attenta lettura.
Youtube avrebbe censurato i suoi 419 Video su segnalazione della CBS che rivendicava una violazione di Copyright sul suo materiale, ma secondo Grillo, l’azione di Youtube potrebbe avere agito per altri motivi, dal momento che i contenuti interessati sono stati pubblicati anche da altri 2270 utenti.
Grillo parla di danni diretti alla sua immagine in rete, tenendo conto che i suoi video (nel complesso), su Youtube, contano più di cinquanta milioni di visualizzazioni.
Ma se è vero che Grillo susciti grande attenzione su questa piattaforma, a maggior ragione la CBS si dovrà preoccupare più di lui che di tutti gli altri.
D’altronde si sa che la gran parte delle industrie cinematografiche, discografiche e televisive, sono in guerra da decine di mesi contro Youtube, per la riproduzione senza permessi di migliaia di video coperti da copyright.
Questa situazione grava sulle condizioni economiche di Youtube: le continue violazioni, infatti, sarebbero la causa del distacco precauzionale di numerose aziende che sarebbero disposte ad investire per la pubblicità.
Ecco quindi il motivo degli oscuramenti che per Grillo sanno di vergognoso.
Certo, si potrebbe discutere sul sistema applicato per le censure, ossia il fatto che si potrebbe avvisare in largo anticipo l’utente riguardo l’abuso, in modo da poter rimediare, oppure sul fatto che sia eccessivo oscurare un intero profilo, ma
comunque, a prescindere da ciò, c’è un regolamento che parla chiaro e che andava rispettato.
Oltre ad aver trasgredito il regolamento di Youtube, identico a quello di Vimeo, che è la piattaforma video dove aveva deciso di trasferire tutto il suo materiale, Grillo non si è nemmeno degnato di pubblicare delle scuse ufficiali, anzi si è ritenuto vittima di un sistema che come sempre gli darebbe contro su tutto.
Per carità, ognuno può pensare ciò che meglio crede sul copyright in rete e sulla vicenda in questione, che alla fine è terminata con il ripristino di tutti i suoi video, ma Youtube gira in questo modo, così come avviene in tutti i social networks.
A volte quest’uomo mi spiazza: sembra che predichi bene (politica pulita), ma razzoli male (in questo caso violazione di copyright).
Questi sono i fatti. Poi ognuno traesse le sue conclusioni.
Infine avrei una domanda legittima: perché a lui è stato ripristinato tutto, al contrario di tanti altri utenti che sono rimasti coi video censurati, pur avendo agito anch’essi in buona fede?
simpatico è simpatico,ma ci marcia sopra sulla fame degli altri.
da concittadino però gli voglio bene.
=)