Uno stadio tra luci e ombre

sabato, 3 ottobre, 2009 su Sport Lascia un commento

Stadio Franco SensiLunedì è stato presentato da Rosella Sensi il progetto che vedrà sorgere a Casalotti il nuovo stadio della Roma, battezzato “Franco Sensi”.
Uno stadio molto bello e moderno. 
Dopo la presentazione, però, sono esplose infinite polemiche.
Tra tutte c’è da comprendere come sia possibile che Rosella Sensi, senza un euro nel suo portafoglio, possa presentarsi col progetto dello stadio che prevede un costo di oltre 300 milioni di Euro.
Il secondo problema riguarda le infrastrutture per raggiungere il posto: lo stadio verrebbe costruito in una zona priva di abitazioni, dove l’unica strada collegata è l’Aurelia.

Rosella Sensi Rosella, con l’appoggio del Sindaco di Roma, Alemanno, sostiene che i cittadini non spenderanno nemmeno un centesimo di euro su questo nuovo stadio, né tantomeno sulle altre realizzazioni previste nella zona interessata allo stadio e alle strutture di viabilità.
Oltre allo stadio, infatti, verrà costruito anche il Centro Commerciale più grande d’Europa.
Il problema è che oltre lo stadio non sono stati presentati altri progetti che possano convincere non solo le istituzioni, ma anche la pubblica opinione.
Al di là dei problemi burocratici che non spettano a me valutarli, a me questa presentazione sembra solo una corsa disperata al solo scopo di far lievitare il prezzo della società AS Roma, anche perché se si tenesse conto dell’ipotetica realizzazione dello stadio, il costo di questa salirebbe oltre i 600 milioni di euro, sufficienti alla Sensi per chiudere i debiti con Italpetroli e riottenere anche quei soldi andati perduti per le varie ricapitalizzazioni attuate in passato.

Lasciando da parte la diatribe tra le istituzioni, soprattutto quelle politiche che lasciano il tempo che trovano, non nascondo che sarebbe eccitante l’idea di un nuovo impianto sportivo, ma il problema è l’assenza di comunicazione e chiarezza soprattutto. 
Questa donna fa brevi apparizioni ed in certe situazioni sembra persino aver paura della sua stessa tifoseria.
Non so sinceramente dove la Sensi possa arrivare, ma nel nome del padre la smettesse di prendere in giro il nostro ambiente, facendo passare le sue azioni come atti doverosi e morali nei confronti de l’AS Roma.
Se tanto volesse bene a questa società, facesse un ricapitalizzazione ed acquistasse i giocatori necessari per tenere la squadra competitiva.
Altrimenti lasciasse il timone, per il bene della Roma.

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