Varcando i confini del Web 3.0: ecco Google Wave

mercoledì, 18 novembre, 2009 su Web 2 Commenti

image Come già alcuni sapranno, da alcuni giorni sto testando Google Wave, un nuovo ed inedito sistema di comunicazione e collaborazione, in tempo reale nel web.
E’ stato lanciato da Google a fine Maggio.
E’ finalizzato a riunire i programmi di messaggistica istantanea, e-mail, social networks, ricerche e il wiki, attraverso applicazioni sviluppate da terzi.

image Descrivendo il tipo di attività, si può dire che tutto inizia con la creazione di una “Wave”, ossia una finestrella dove poter scrivere messaggi, effettuare ricerche e così via.
La Wave, per essere attuata, deve essere accompagnata almeno da un destinatario-contatto.
Il coinvolgimento è in tempo reale, come se fosse una chat.
Subentrano a questo punto delle estensioni che attualmente sono poche e che riguardano diverse possibilità: fare una videochiamata, una conversazione audio, giocare, modificare documenti, chattare, fare ricerche e così via.
Insomma Google Wave si rivolge a chiunque e promette di essere un ottimo mezzo soprattutto per chi lavora e non può fare a meno di determinati software per comunicare con i colleghi.
Proprio per il fatto che Google Wave tende ad includere qualsiasi cosa, viene definita dai più esperti come una killer apps, ossia un potenziale killer dei programmi o servizi-web più conosciuti.
Ma per essere più chiari di che cosa è Google Wave, faccio uno stupido esempio, introducendolo nella nostra vita reale e lavorativa.

Supponiamo che lavoro in un giornale di Arte Culinaria (cosa impossibile) e debba fare la recensione di un ristorante che si chiama ‘Gino il Pescatore’.
La recensione dovrò farla con due colleghi: uno è fotografo e l’altro esperto in arte culinaria.
image Apro Google Wave ed inizio una Wave con le persone interessate. 
Aperta la Wave, mi servo dell’applicazione “videochiamata” e aiuto i miei due colleghi ad orientarsi sul posto, mostrandogli un’altra estensione nella quale viene visualizzata una mappa ed il posto indicato, senza quindi rimandarli, attraverso un link, nel sito di Google Maps e cercare per conto loro.
La Domenica si va a mangiare in questo ristorante.
Lunedì si torna ai posti di lavoro. Apro (o riapro) la Wave, allego il mio file.doc sulla mia recensione per potermela fare valutare: il fotografo aprirà la wave e vedrà la mio messaggio con l’allegato; questo allegherà l’immagine del ristorante e l’esperto dell’arte culinaria, dall’altra, ritoccherà il file laddove, secondo lui, ci sarebbe da migliorare la spiegazione. Il tutto in tempo reale.
Raccolte tutte le informazioni necessarie, il lavoro è pronto e la Wave è conclusa con successo.

image Tutto ciò che attualmente si fa con almeno tre-quattro programmi (Google Maps, G-Talk, Picasa, OpenOffice o Office nel caso dell’esempio) lo si fa comodamente in una finestra, in tempo reale, con un numero indefinito di persone coinvolte ed applicazioni necessarie a seguire.

Inoltre, sentendo gli sviluppatori, Google Wave offrirebbe delle API (ai più ignoranti dico semplicemente che si tratta di un insieme complesso di codici) che consentirà ai blog e siti di essere commentati direttamente da questo servizio.

E’ prematuro prevedere quanto successo possa fare Google Wave, piuttosto è interessante vedere la sua evoluzione per capire come sarà il contesto web 3.0.
Dalle premesse che sta offrendo, credo che sarà davvero eccitante e molto utile, soprattutto per il mobile networking.

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1 Commento

  • Marco
    sabato, 21 novembre, 2009

    la descrizione sembra mooooolto interessante e ho visto anche il video su youtube.
    appena hai inviti,io sono qui! ;-)

    RispondiRispondi

1 Trackback

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