Qualcuno voleva riavere più privacy su Facebook?
Beh, ci pensa Zuckerberg a schiarirci le idee e nella sua ultima intervista è sembrato tutt’altro che pentito dell’ultimo cambiamento drastico effettuato sui nostri profili, riguardo la privacy.
Il numero uno del social network più popolare al mondo è stato intervistato recentemente da Michael Arrington, di Techcrunch, sostenendo che Facebook non è stato l’unico sito ad aver chiesto agli iscritti di mostrare pubblicamente i propri dati e che altrove c’è stato persino un consenso sereno.
Consapevole delle vibranti proteste di qualche milione di iscritti (una piccola proporzione in rapporto agli oltre 350), sparpagliati tra gruppi e pagine, Zuckerberg riesce persino a scherzarci sopra, confessando che se potesse tornare indietro nel tempo, Facebook avrebbe dovuto fin da subito avere meno privacy.
Forte della visibilità del suo social network che è prossimo ad ingaggiare un duello all’ultimo sangue con Google per ottenere il podio tra i siti più visitati nel territorio americano, Zuckerberg sembra realmente interessato a voler rivoluzionare definitivamente il sito, non interessandosi più ai rischi e pericoli a cui gli iscritti potrebbero andare incontro, con un’ulteriore abbassamento del livello di privacy sui loro profili.
Secondo Zuckerberg, infatti, Facebook deve essere visto come un portatore di una nuova condizione sociale, in grado di generare mutamenti e nuovi contesti della comunicazione digitale.
Nei suoi concetti espressi non viene data assolutamente importanza alla privacy e ciò che il social network punta è offrire più socializzazione e maggiore visibilità agli iscritti.
Tuttavia gli ostacoli sono tanti, a partire dalle proteste di alcune associazioni garanti e tutelanti i diritti digitali dei consumatori (tra tutte la Electronic Frontier Foundation), fino alle preoccupazioni non nuove delle autorità e istituzioni politiche a seguire.
Ma le grandi ambizioni di Zuckerberg convengono realmente?
A sentir le sue parole pare proprio di sì, mentre a fatti il suo profilo mostrerebbe il contrario: a parte la foto-profilo, le info e qualche attività spiattellata sulla sua bacheca, non vi è traccia di album, amici e tutto il resto, a dimostrazione che la privacy gli sta ancora molto a cuore.
Secondo me, questo è l’inizio della fine di facebook. Zuckerberg si sta uccidendo con le sue stesse mani.
Per me ‘l’inizio della fine’ risiede in ogni cosa che prende vita.
Al di là del merito o meno di questo suo obiettivo, penso semplicemente che la sua sia un’ennesima strategia che non alimenta più di tanto i problemi già noti di privacy che ci sono in questo social network.
Alla fine un crollo nel web è causato dall’ascesa di un altro servizio e al momento non mi pare di vedere nessuno in grado di avere numeri mostruosi come facebook.
Manco Twitter a dirla tutta.
non lo farà mai. non ci credo neanche se lo vedo. non gli converrebbe proprio