Manca solo che il governo emani un decreto e verrà messa in ginocchio una materia importante come la Geografia.
Potrei essere visto di parte, essendo un patito di questa materia, ma estinguerla è follia.
E’ già drammatica l’attuale preparazione della gente (dai liceali fino agli ex universitari) sulla Geografia: mi basterebbe dire ‘cingalese’ che la metà dei lettori andrebbe immediatamente a guardare su Wikipedia per capire di quale abitante stia parlando.
Mi basterebbe dire “Riga” che tre quarti dei lettori si starà sforzando in tutte le maniere (la generazione della Gelmini in primis, per ovvi motivi) per capire a chi mi sto riferendo.
Per non parlare del fatto che è ancora più drammatica la conoscenza generale sui monti, laghi, fiumi, mari, regioni e Dio solo sa quant’altro.
Pur avendo fatto il classico, la Geografia era davvero una materia che poco contava e ciò che ci insegnavano (soprattutto da chi) era davvero il minimo.
Le mie conoscenze su questa materia le ritengo buone perché sin da piccolo passavo le ore da una parte a guardare il mappamondo e dall’altra apprendevo tante cose dalle migliori edizioni del De Agostini che mio nonno ogni anno mi comprava.
A scuola si imparava il minimo, eppure mentre facevo le Elementari, i paesi europei si stavano preparando al Trattato di Maastricht, segnando una nuova era all’insegna della globalizzazione europea, ad esempio, e noi non sapevamo nulla di tutto ciò.
Al massimo ci è stato insegnato, ad esempio, che col crollo del muro di Berlino la Germania era stata perdonata e si sarebbe vissuta un’epoca di pace.
Sì, fa un po’ ridere detto così. Avevamo, però, dai 10 fino ai 13 anni. Ora non ricordo con esattezza quando ci insegnarono queste cose, però tutto ciò stava avvenendo in quel momento. Seppur spiegate con termini più semplici possibili, non avevamo né la maturità e né le giuste preparazioni per capire l’importanza di questi argomenti.
E dopo quella fascia di età, poco potevamo sapere perché la Geografia non era prevista negli ultimi tre anni di studio liceale.
Ho sempre sperato che questa materia venisse migliorata e fosse introdotta in molte università, persino nella mia dove si parla tanto di “sociale”, ma non c’è una beneamata traccia di materie geografiche. Eppure in alcuni libri vengono menzionati tanti di quei popoli che persino io vado in difficoltà.
Concludendo, forse questo gran torto avviene per tagliare i posti di lavoro, oppure perché, per la Gelmini, la Geografia è vista come una materia inutile, tuttavia credo che rimuoverla anche nei licei settoriali è una delle cose più dannose che si possano fare alla nostra cultura e al processo di globalizzazione.
Penso anche io che rimuoverla sia una cosa dannosa. Personalmente ti posso dire che anche a me la geografia ha sempre affascinato. Al liceo tecnologico però, non l’abbiamo studiata perché non era prevista. Un vero peccato.
@Gab
Ma finché parliamo di un liceo settoriale di quel genere potrei pure comprendere la sua assenza, ma no per i licei come il classico, il linguistico, artistico e altri che in qualche modo hanno a che fare con la geografia. :\
Questo è l’ennesimo segnale da parte del governo, della classe dirigente, dei nostri politici, che si stanno preparando a governare un popolo sempre più ignorante e credulone. La Gelmini lo fa sia per far perdere posti di lavoro che per, appunto, far venire a galla generazioni di pecore. Già oggi stiamo messi male, come hai scritto te, perchè la geografia (e in certe scuole anche la storia) è poco trattata se non inesistente (io ad esempio, vengo da un professionale, dove non si insegna la geografia eppure sarebbe importante). Questa sarà una mazzata alla scuola, insieme ai tagli di personale e di fondi già messi in atto da MaryStar. Purtroppo il ministerpo dell’istruzione è un posto molto delicato dove dovrebbe stare gente competente, il che non accade quasi mai. L’ultima buona riforma è stata probabilmente la Gentile (del periodo fascista, quindi pensa come stiamo messi male) ma gli ultimi 4/5 ministri dovrebbero essere chiamati ministri della distruzione. Se escludiamo la riforma Fioroni (in parte) con l’introduzione del voto di condotta, che spesso non viene applicato; il resto è un disastro. I politici controllano la tv (a dire il vero, un politico e i supoi scagnozzi, però la RAI la guidano a turno i governi che si susseguono), controllano i giornali parte piccole eccezioni, mettono restrizioni ad internet ed uccidono scuola e università. Io mi aspetto il peggio, perchè la massa è rincoglionita, troppo presa dal gf, dai reality, dalla propaganda dffusa anche dal servizio pubblico. La massa vuole essere mal governata. La vera rivoluzione può essere solo nelle menti delle persone, quelle persone che oggi sono schiavi senza saperlo.
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