Prima la Roma, poi l’Inter ed ora anche il Milan. Tutti eliminati allo stesso modo dal Manchester.
Ha ragione Caressa a dire che il calcio italiano è un passo indietro a quello inglese.
Non è solo un discorso di ricchezza della Premiere League, ma è anche il fatto che la tenuta atletica delle nostre squadre è penosa in confronto a quelle inglesi.
Come ha ricordato bene il telecronista di Sky, le squadre inglesi hanno anche un’altra coppa e per di più le loro competizioni sono davvero importanti.
Da noi è miracolo vedere sacrificarsi i titolari in Coppa Italia o Uefa League.
La cosa che obiettivamente sorprende è il fatto che mentre da noi se un giocatore si fa male sono cavoli amari per l’intera squadra, nelle squadre inglesi la riserva che sostituisce il titolare riesce persino a fare gli straordinari!
Mi viene in mente, ad esempio, Scholes quando fu espulso all’andata contro la Roma ed al ritorno giocò un misterioso Carrick che risultò determinante in mezzo al campo. Eppure stiamo parlando di un giocatore scarso tecnicamente… e correva il doppio di De Rossi!
Non è possibile una cosa del genere! Hanno meno infortuni e arrivano in questa fase stagionale con tutti i giocatori in piena forma.
Sono ormai cinque anni che le squadre inglesi dettano legge in campo europeo.
Poi, per carità, guardiamo le rose di queste squadre e ci rendiamo conto che dietro ci sono i magnate che spendono e spandono, rendendo anche le strutture societarie invidiabili, ma il Barcellona, lo scorso anno, ha insegnato al mondo intero che il modo per sconfiggerle esiste.
Il gruppo, i giocatori, la qualità e il sacrificio sono quegli aspetti che spesso da noi vengono a mancare (persino in nazionale) e che rendono possibile la vittoria su squadre come il Manchester.
Obiettivamente è difficile vedere – parlo per me che sono romanista – un Vucinic (cioè parliamo di un montenegrino) arrivare a fare persino il terzino per il bene della squadra, cosa che ho visto invece fare ad un fuoriclasse affermato a livello mondiale come Rooney.
La mentalità e il sacrificio nel nostro paese stanno un passo indietro alle squadre inglesi, c’è poco da fare.
Bisogna essere realisti perché non è che i giocatori nostri valgano meno dei loro, anzi!
Il Manchester Utd ha Park che corre come un treno. Parliamo di Park, eh.
Gurdiamo i centrocampisti del Milan di ieri… qualcuno mi dice chi è paragonabile a Park?
Eppure sul campo questo correva il triplo di Pirlo!
Da tifoso italiano mi auguro che le nostre società la finiscano con tutto ‘sto narcisismo ed iniziano ad apprendere umilmente cosa vuol dire avere una squadra invidiabile, invece di spendere milioni e milioni per ritrovarsi nel campo giocatori il più delle volte viziati e svogliati.
E una frecciatina – permettetemelo – la indirizzo ai politici che non fanno nulla per migliorare la situazione del nostro calcio, magari spingendo queste per la costruzione di stadi privati.
Ne vanno di mezzo un sacco di soldi, posti di lavoro e un utile ovvio anche alle squadre stesse che hanno debiti mostruosi e vergognosi.
Tanto di cappello alle squadre inglesi e smettiamola di dire che il nostro campionato sia il migliore di tutti perché le cose non stanno affatto così.
P.S.
Mi sono limitato a parlare delle cose più scontate, ma se dobbiamo entrare nello specifico c’è troppo da guardare e discutere.
Squadre più ricche quelle inglesi,dove? Per me si dicono “ricche” quando il bilancio è in attivo e di molto…Gli introiti annuali che se ne dica, sono minori rispetto al loro debito esistente,grazie alla pessime gestione delle società. Se vogliamo fare finta che è tutto bello facciamo pure, ma quando si dovranno vendere pure le mutande non vi dovrete sorprendere… Non tutta l’erba del vicino è sempre più “verde”
stanno avanti in tutto….è questo il problema!
@Marco
In realtà i fatturati sono sotto gli occhi di tutti: guarda qui.
Potrei capire se tu fossi intervenuto a favore delle squadre spagnole (Barca e Real, ovviamente), ma se tu credi che noi torneremo ad essere delle grandi società nel mondo, con le attuali gestioni patriarcali, senza stadi di proprietà e con marketing da terzo mondo, ti lascio tranquillamente sognare quest’ardua impresa.
Io l’erba del vicino la guardo così come lo fa l’alta finanza da dieci anni a questa parte. Sai com’è, il loro modello economico-sociale è un attimino più avanti del nostro.
Non vedo tutto questo divario, nel senso lo stadio di proprietà sta cominciando a prendere piede anche in Italia (vedi Juve http://www.youtube.com/watch?v=_2A-p8K1oX8 per fare un esempio), quindi i vari musei,ristoranti ecc all’interno degli stadi saranno realtà anche qui,(per la gioia del capitale sociale). Le squadre inglesi “decenti” sono formate e gestite prevalentemente da stranieri,c’è poco da essere orgogliosi, non ultimi ci sono tecnici ITALIANI che fanno risultati e questo qualcosa vorrà dire sulla nostra scuola,ciliegina sulla torta anche la loro nazionale ha preso la direzione giusta con un certo Capello,prima faceva pietà. Non sono un ardito ultranazionalista infatti 4 cose gliele invidio: La sicurezza e di conseguenza la possibilità che tutti possano andare a vedere la partita,quindi si traduce in stadi sempre pieni; c’è un pizzico di meno invasività nei confronti degli addetti ai lavori (ma i giornali massacrano come qui) e infine il perfetto manto erboso. Si tenessero la pioggia e il grigiore perenne! Questione di tempo e la ruota girerà di nuovo bene anche per noi. Un saluto Mat
@Marco
Ma tu mi parli della Juve che ha la maggior parte degli introiti grazie alle televisioni – e per ‘sta storia non l’ hanno mandata in serie C -.
E’ l’eccezione delle eccezioni, se pensassimo che la gran parte dei tifosi juventini non è di certo di Torino, quindi tutti questi affari con lo stadio sono al di sotto di ogni aspettativa (colpevole anche il settore di marketing che in Italia fa ridere).
I club inglesi hanno introiti che superano i 100 milioni di Euro provenienti solo dagli stadi.
Parliamo delle rose dei giocatori: l’Inter quanti stranieri ha? il Milan quanti stranieri ha? La Roma quanti stranieri ha? La Juve quanti stranieri ha?
Le altre non contiamole, anche perché in Europa fanno poco o niente.
Gli allenatori italiani di grande spessore chi sono? Capello che ancora deve vincere fuori (glielo auguro).
Per ora le loro scelte – che siano allenatori inglesi o meno – sono state tutte azzeccate perché almeno una finale di champions l’ hanno disputata: Benitez, Wenger, Ferguson, Mourinho, ecc. ecc.
Bada bene, non dico che noi italiani non vinceremo mai un cavolo, anche perché la palla è una sfera, ma l’organizzazione delle società inglesi – io ci aggiungerei anche quelle delle due spagnole, Barca e Real – è decisamente più avanti.
Che stiano sul cazzo o meno, sono 4 anni almeno che dettano legge nei campi europei. Qualcosa vorrà dire, oppure ancora sei convinto che è pura casualità?
Sono lontani gli anni in cui arrivavano in finale la Samp, il Napoli, Parma, Toro e compagnia bella… dal 2000 in poi non ci siamo più modernizzati, anzi ci siamo solo svenati con vari fallimenti che hanno portato il campionato italiano ad essere un giocattolo per le sole tre squadre del nord: Juve, Milan e Inter.
Tutto merito della televisione italiana che per queste tre squadre è disposta a tutto: ha l’audience garantito = più pubblicità che investe = più soldi nelle casse.
Questo è il solo modello del business calcistico italiano.
Una barzelletta.
Ciao!
ti sei ricreduto adesso che ha vinto l’inter?
@Iron
No, perché hanno speso suon di milioni di tasca loro (alcuni dei quali sotto indagine per dubbia provenienza o meglio dire legati allo Stato), indebitandosi, e perché non è di certo una partita che può cambiare il panorama delle potenze europee che è comandato da Inghilterra e Spagna. Ma basta vedere come il marketing sia un attimino più evoluto fuori dal confine…
Per non parlare, poi, che la squadra in questione ha schierato 11 stranieri.
Il modello dell’Inter continua a non piacermi e non è da prendere da esempio (ti indebiti con lo stato di 400 milioni di euro per vincere?).