Un campionato quasi miracolato

mercoledì, 19 maggio, 2010 su Sport Lascia un commento

Ora che è finito il campionato posso parlare liberamente e dire che fino all’ultima giornata non c’ ho mai creduto veramente.
Era ben diversa la sensazione che avevo nel 2001, quando la Roma era tallonata dalla Juve, dove sentivo di avere una squadra fortissima.
Qui, al contrario, sapevo che l’Inter era impegnata su tre fronti e che la Roma, coi suoi limiti, aveva saputo approfittare della situazione più di tutte le altre, forse nemmeno sapendolo.
E’ stata la squadra più forte l’Inter, senza se e senza ma.
Ha ragione De Rossi a dire che se non era per la Champions, questo campionato era chiuso già da tre giornate, quindi di che discutere?

Prima che uno dica che è stata decisiva la Samp, dovrebbe guardare le partite di Livorno, Cagliari, Napoli.
Certo, qualcuna è condizionata dagli arbitri, però se vediamo l’Inter quanti errori ha fatto nel suo percorso, allora ci renderemo conto che non c’è mai stata storia.
Sono contento e soddisfatto per il rendimento straordinario, per aver fatto piangere i “parassiti” e fatto tremare l’interista che è arrivato persino ad insultarmi per la paura che gli abbiamo trasmesso, quindi perché dovrei essere deluso?
Non sono a favore con quelli che dicono che abbiamo vinto lo stesso (moralmente) e non m’aggrappo a nessuna illusione.
Abbiamo avuto un ritmo mostruoso che difficilmente si ripeterà l’anno prossimo, con la Champions di mezzo.
Il fatto è che senza due squadre e con questa Inter che spende e spande come un’assatanata, è difficile poter competere.
Finché non si pone un limite nelle spese del mercato estivo ed invernale, difficilmente si potrà vedere un campionato alla pari.
La Roma non è alla pari dell’Inter perché non è ricca come questa e non può permettersi di fare errori in campo, altrimenti è costretta ad indebolirsi per non indebitarsi.
Alla fine, se uno gioca a Monopoli con 5 euro a disposizione e l’altro con 100, è facile ipotizzare che il secondo vinca a mani basse.
Così sono le attuali rose della Roma e dell’Inter, se messe a confronto.
Quindi l’unica cosa che posso fare è riconoscere il grande lavoro di Ranieri, assieme a Montali, con una squadra che stava letteralmente sul baratro.
Credevo di arrivare secondo con la squadra che avevo e che forse me la sarei combattuta fino all’ultima giornata col Milan.
Poi gli infortuni di Pato, Beckam e Nesta sono stati senza dubbio decisivi per il sorpasso. L’imprevisto, come detto prima, è rappresentato dall’Inter che nessuno sapeva di poterla raggiungere grazie alla Champions.
Ritrovandoti primo, quindi, perché non provarci? Ha vinto alla fine chi ha la rosa più numerosa perché nessuno mi toglierà dalla mente che l’impegno contro l’Udinese, in semifinale di C.Italia, abbia stancato la squadra in vista proprio con la Samp.
E lo stesso discorso lo faccio sulla finale della stessa Coppa, persa per una squadra che era più stanca che altro.
La differenza, nei momenti decisivi, tra le due squadre è dettata dalle rose che hanno a disposizione. 
Vince chi spende di più. 
Una nota conosciuta da quindici anni, circa.
Noi non abbiamo speso niente. Questo è il bello ed è incredibile come ci siamo arrivati lì sopra.
Era da film se avessimo vinto.
Non è successo perché non abbiamo quei soldi che servono per completare la squadra.
E’ così da cinque anni, almeno. 
Menomale che abbiamo “qualche mostro” in squadra che ci ha permesso di stare lì sopra e averci fatto sognare.
Io ero convinto che saremmo rimasti a lottare per la retrocessione, visto l’inizio…
Quindi grazie Roma e complimenti ai vincitori.

Arrivederci campionato… ora vediamo ‘sti mondiali.

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