Il mio è un blog, ergo non ho scioperato
So che questa cosa non interessa a nessuno, però avendo un blog personale volevo esprimere una mia considerazione sullo sciopero che c’è stato la settimana scorsa riguardo la legge intercettazioni ed in particolar modo gli obblighi di rettifica dei quotidiani online.
Ho saputo e letto dell’adesione di alcuni bloggers a questo sciopero chiudendo i loro blog.
Sull’obbligo di rettifica sono relativamente contrario poiché in primis è una legge doppione a quella esistente dal ‘48 e poco importa che riguardi i siti-quotidiani. Il punto è che, a prescindere dalla libertà sul cosa pubblicare o meno, esistono già delle leggi vincolanti da rispettare.
Oltre a questo dettaglio notevole, c’è il problema che questa legge non è compatibile con la dinamicità del web. Oggi le notizie corrono anche attraverso social network o siti microblogging, quindi si porrebbe il problema di dove pubblicare eventuali rettifiche, così come il fatto di contattare i diretti responsabili: ad esempio se esce un’informazione errata, causante un danno di qualsivoglia genere a un soggetto, su un sito dove non sono iscritto, mi ritrovo a dover effettuare delle registrazioni per pretendere una correzione.
A maggior ragione su Facebook, ad esempio, dove alcune testate, che hanno un profilo privato, non sono contattabili o visibili se non tramite l’adesione nella loro lista amici.
In questo caso c’è anche un problema di essere informato su ciò che è stato veicolato: può accadere che ci sia una notizia, magari arrecante un danno, che viene letta da 5000 persone (il limite mi sembra essere quello) senza che tu (generico) possa esserne a conoscenza.
Insomma, mi sembra una legge paleolitica, inapplicabile e soprattutto priva di novità.
Mi vien da chiedere se dietro a questo sciopero ci sia anche una strumentalizzazione politica, ma questo è un altro discorso che a me non interessa minimamente discuterne.
