Attualità
Le curiose cifre nel televoto di Sanremo
La classifica della finale di Sanremo, prima della chiusura, era peggio di quanto si potesse credere.
Fino alle 23 e 15, infatti, al primo posto c’era il trio composto da Pupo, il principe e Canonici con 212 mila voti.
Al secondo c’era Scanu, staccato praticamente di ben 74 mila voti. Mengoni terzo, staccato dal secondo di 58 mila voti.
L’incredibile avviene praticamente nei 75 minuti successivi, ossia alla chiusura definitiva del televoto.
In quest’arco di tempo, il trio becca solo poco più di mille voti (!) e Scanu balza al comando con quasi centomila voti di più. Curioso anche il balzo di Mengoni che di voti ne riceve oltre centomila.
Sanremo vuole mettermi in imbarazzo
Sanremo ha voluto suicidarsi e io sarò contento di condannarlo, senza pietà, sul podio delle top porcherie dell’anno della tv italiana.
Ma vediamo a grandi linee le zozzerie che ci ha proposto il nuovo Festival.
Partiamo dal pubblico incazzato dal primo minuto fino all’ultimo, con una presenza in gran parte occupata da agenti dei cantanti e parenti a seguire. Una boiata pazzesca che si poteva benissimo evitare. Invece tutto è stato architettato ad arte per far salire l’audience.
Poi troviamo la Clerici: una donna, un perché.
Meraviglioso il suo imbarazzo quando volava di tutto sul palco (forse preparato) e la sua risposta alle polemiche vibranti riguardo la presenza di Emanuele Filiberto.
Il film su Basaglia
Non so in quanti avranno visto il film, “C’era una volta la Città dei matti”, la scorsa settimana.
Il film è praticamente la biografia del Dottor Basaglia che ha dedicato la sua vita all’interno dei manicomi. Lo scopo del dottore è quello di chiudere queste strutture, ridando ai malati (o presunti dichiarati perché all’epoca c’erano anche i reduci dalle guerre) il diritto alla libertà e dignità.
Le scene documentano scarsamente la realtà dei manicomi e non riesco a capire perché il regista non si sia spinto in situazioni più estreme e drammatiche.
I matti sembrano quasi tutti capaci di intendere e di volere.
I libri che parlano di manicomi – testimonianze assai rare –, al contrario, descrivono questi posti come luoghi irraggiungibili, invivibili e persino di tortura. Anche mio nonno, medico di professione, fu testimone di questi posti e mi narrò di scene terribili: matti che mangiavano i propri escrementi o addirittura si servivano di questi per scrivere sui muri.
La Gelmini e la Geografia
Manca solo che il governo emani un decreto e verrà messa in ginocchio una materia importante come la Geografia.
Potrei essere visto di parte, essendo un patito di questa materia, ma estinguerla è follia.
E’ già drammatica l’attuale preparazione della gente (dai liceali fino agli ex universitari) sulla Geografia: mi basterebbe dire ‘cingalese’ che la metà dei lettori andrebbe immediatamente a guardare su Wikipedia per capire di quale abitante stia parlando.
Mi basterebbe dire “Riga” che tre quarti dei lettori si starà sforzando in tutte le maniere (la generazione della Gelmini in primis, per ovvi motivi) per capire a chi mi sto riferendo.
Per non parlare del fatto che è ancora più drammatica la conoscenza generale sui monti, laghi, fiumi, mari, regioni e Dio solo sa quant’altro.
Aiutare Haiti
E’ una situazione tragica quella che stanno vivendo gli abitanti di Haiti.
Gente senza più niente ed in condizioni disastrose.
Il minimo che si possa fare in quest’occasione è mandare un SMS.
In TV – mi pare fosse la RAI – hanno suggerito il numero 48541 aperto da TIM e Agire.
Spedito il messaggio si riceve una risposta immediata dall’organizzazione che t’invita ad andare a guardare il sito Agire.it.
In una delle pagine del suddetto sito ho trovato tutti i recapiti nel caso siate interessati per una donazione: http://agire.it/it/emergenzahaiti/donarehaiti.html
Fastweb e la famosa fibra ottica
Ormai sono quasi 8 anni che sono passato a Fastweb. Mi sembra ieri quando esultammo per esserci liberati dai mali della Telecom, che dalle nostre parti offriva una drammatica connessione con il modem.
Fastweb era un altro mondo in quel momento, quindi il passaggio fu accolto con soddisfazione ed entusiasmo.
Ricordo che prima della firma quelli della Fastweb ci avevano promesso che in un anno sarebbe arrivata persino la fibra ottica. Una svolta all’epoca perché nessun altra azienda poteva offrire di meglio.
