Attualità
Quelli che hanno fatto i barbari nella mia città
Faccio difficoltà a fare un ragionamento lucido su quanto accaduto ieri sera.
Che poi, a dirvela tutta, faccio anche fatica a scrivere perché sto andando avanti con l’antistaminico.
Perdonate quindi se trovate orrori o pensieri sconnessi.
Quanto a ieri…
Dei barbari hanno invaso la mia città. Non lo so chi ce l’ ha mandati. Non so manco chi siano, ma sono straconvinto che in tanti lo sapessero, sia tra i manifestanti che le autorità, perché non si spiegherebbero gli infiltrati nella schiera dei blackblock o il fregarsene delle autorizzazioni su dove far partire i cortei.
Condanno anche chi prova a giustificare la violenza di ieri. Lo ritengo un complice della criminalità e del terrorismo.
Quello che ho visto ieri non è solo una vergogna, ma anche un insulto alla nostra storia, alla civiltà, a Roma e all’Italia intera.
La mia città non c’entra niente. La nostra popolazione nemmeno. I negozianti non meritavano di vedere le loro attività finire in disgrazia.
E’ un comportamento vile, schifoso. Ciò mi fa solo una grande rabbia.
TIM, e basta con questo SKY!
Non c’è sacrosanto giorno che non mi arrivi un messaggio da parte di TIM che pubblicizza SKY. Può essere mattina, sera, pomeriggio, non c’è storia che tenga: sempre SKY con vari abbonamenti che non mi interessano minimamente.
Sono infatti cliente di questi da quando questa piattaforma è stata lanciata e ho l’abbonamento ‘Multivision’ per avere la visione delle partite di Roma e Lazio contemporaneamente (su due decoder separati).
Questo, però, TIM pare che non lo sappia. Dunque mi domando per quale motivo questi beoti non fanno dei controlli incrociati…?
Come è il criterio dell’invio dei messaggi ai propri clienti?
Favorevole a partecipare ai diritti d’infanzia cambiando l’immagine del mio profilo
Si saranno accorti tutti o quasi che in questa settimana su Facebook molti utenti hanno cambiato le loro immagini-profilo, sostituendole con quelle dei loro cartoni animati preferiti.
Non si tratta di una moda o assurda casualità, ma semplicemente un modo per ricordare la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia approvata dall’ONU, esattamente il 20 Novembre di 21 anni fa’.
Non si sa chi sia l’ideatore (genio) e perché abbia accostato quest’importante evento, che coinvolge l’intero mondo, con un banalissimo cambio d’immagine-profilo, però vorrei ringraziarlo per avermi fatto conoscere un argomento che ignoravo fino a qualche ora fa’.
Ma se ai domiciliari usassi lo smartphone di qualcun altro?
Da Punto Informatico: <<Niente Facebook agli arresti domiciliari.>>
la generica prescrizione di non comunicare con persone diverse dai familiari conviventi va intesa nell’accezione di divieto non solo di parlare con persone non della famiglia e non conviventi, ma anche di entrare in contatto con altri soggetti, dovendosi ritenere estesa, pur in assenza di prescrizioni dettagliate e specifiche, anche alle comunicazioni, sia vocali che scritte attraverso Internet
Wi-Fi presto libero?
Dal decreto Pisanu, nel 2005, l’accesso agli hot spot Wi-Fi richiedeva la registrazione da parte dell’utente.
Tale decreto era finalizzato a “contrastare il terrorismo”, ma sta di fatto che l’Italia fu l’unico paese ad aver adottato questo sistema.
Ciò, non solo ha complicato la crescita del Wi-Fi nel nostro territorio, ma ha scoraggiato enti privati ad installare nuovi hot spot per gli alti costi di gestione, i rognosi iter per la regolare registrazione e le conoscenze informatiche.
Gentiloni e Barbareschi, quindi, stanno portando avanti la nuova proposta di legge che sinteticamente abrogherà quest’obbligo di registrazione per l’accesso gratuito a internet.
Vespa, ti potevi salvare la faccia
La scorsa settimana, nella trasmissione di Porta a Porta, Vespa dedicò una puntata sulla scomparsa di Sarah Scazzi. Durante la trasmissione c’era in collegamento telefonico la madre della povera ragazza.
Nonostante le indagini fossero in alto mare sulla sparizione incomprensibile di Sarah, la conduzione è caduta nella più assoluta banalità, parlando male degli adolescenti, che erano spugne ed in grado di consegnarsi gratuitamente a qualunque pericolo sociale.
Insomma, un qualunquismo degno della mediocrità dell’attuale informazione televisiva. Una madre, quella di Sarah, trasformata come una disgraziata che non sapeva gestire una ragazzina e bersaglio di ogni critica da parte degli ospiti della trasmissione di Vespa.
