Locali
Valutazione Locali 2004/05

Mai come quest’anno ho messo piede così poco nei locali.
I motivi sono vari, ma quello più evidente è nella musica troppo monotona e priva di contenuti.
Sono un patito della Dance anni 90&80 e sento la mancanza di musiche "originali" da un bel po’. Una canzone ai livelli di Raf in "Self Control" o degli Snap "rhythm is a dancer" non c’è mai stata negli ultimi 5 anni, il che è grave!
Ad ogni modo, non sono capitati i momenti che ho potuto mettere piede in qualche locale Romano.
Farò una valutazione, partendo dal voto più basso. Ricordo che sono mie impressioni e che non è detto siano viste diversamente da altre persone.
Mi baserò sulla musica in primis, andando a spulciare quello che c’è da osservare.
Purtroppo, ripeto, quest’anno non ne ho visti molti e mi sarà difficile paragonare.
E’ dura per me non fare dei confronti quando si tratta di locali.
Notorius (piazza Barberini) : voto 2
Locale piccolo e ambiente veramente ristretto. La musica è salvabile, ma è impossibile ballare. L’introduzione del prive’ complica il "traffico" della gente presente nel locale. Il 2 è giustificato dal divieto di fumo introdotto da Sirchia, che rende quel poco di ossigeno fondamentale per continuare a restare.
E’ un impegno resistere più di due ore. Impossibile resistere dopo la terza ora.
Joia, ex Mantra (Testaccio): voto 3
Altro locale minuscolo. Definiamolo più un disco pub per le sue origini. Tre sale di cui una ballabile. Le altre sono riservate al privè e al Bar. La musica è House (non sono un intenditore) e quasi sempre monotona. Andare pisti di alcool è la miglior soluzione per ignorare la tale povertà nella scelta della musica. Salvabile per l’ambiente (ci sono stato un solo Venerdì sera).
Baja (l.go Tevere): voto 4
Locale che presenta due piani, il primo si balla e il secondo è privè.
La musica è accettabile, ma l’ambiente lascia a desiderare. Essendo su un barcone galleggiante nelle acque del Tevere, è impossibile riprendersi, andando sul balcone per due boccate d’aria: la puzza del Tevere è nauseante. La musica è ballabile, ma lo spazio a disposizione rende complicato l’affluenza nelle piste.
Jackie ‘O (V.Veneto): voto 5
Il locale ha dalla sua una storia di parecchi anni. L’interno è rimasto invariato da decenni. Si divide in due piani: in quello interrato c’è un piano bar, in quello superiore si balla.
Lo spazio è piccolo, l’ambiente è di un’età troppo bassa. La musica è buona, ma è pressoché impossibile ballare per il poco spazio disponibile. Troppi tavoli e troppa gente, per un locale con una capienza di massimo 300 persone. Va un po’ meglio il sabato, dove l’affluenza è minore e l’età si alza notevolmente. Almeno si balla. La musica è di vario genere.
Sottovoce (da Zio Pino) (Piazza Cavour): voto 6
Diverso da tutti i locali, perché piano-bar.
Locale piccolo ma accogliente e sufficiente per coinvolgere tutti in una serata a cantare e divertirsi. Musica quasi tutta italiana e qualche pezzo revival brasiliano.
I generi vanno dal ’60 fino al 2000. Bravissimo il pianista e cantante allo stesso tempo. La sua voce ricorda Renato Zero, che canta oltretutto in qualche mitico pezzo.
Piper (V. Tagliamento): voto 7
Il locale lo conosciamo tutti. Ha la sua storia. Grande e bello. La musica, prevalentemente House, è orecchiabile. Ballare è possibile, per lo smisurato spazio a disposizione. Purtroppo ci sono stato solo una volta, ma mi è bastato per confermare che questo locale ha una tradizione di richiamo stupefacente.
Quando si tratta di privè il discorso diventa reale, perché i tavoli a disposizione sono inaccessibili per chiunque esterno e sono posti quasi tutti al piano superiore. L’ambiente svaria a seconda della serata, fortunatamente sono capitato in una serata ottima!
Goa (Ostiense): voto 8
Un locale che fa passi da gigante anno dopo anno.
Non tanto grande, la musica House è di quelle che ti prendono. Per chi non ama questo genere, sicuramente questo è il posto per capire meglio di cosa si parla.
L’ambiente è "universitario". Ci sono stato un Giovedì sera, nel pieno dell’affluenza. Nonostante le dimensioni non eccezionali, si riesce a ballare senza stare appiccicato. L’organizzazione è spaventosa ed ottima la gestione, anche se rimango uno dei pochi salvati a non aver pagato, perché Marco, il poolista, è amico migliore di uno dei vari organizzatori li dentro. Donne o uomini non fa differenza: niente omaggi, al massimo le donne entrano per prime. Impressionante.
Art Cafè (V.lla Borghese): voto 9
Locale moderno, grande e spazioso.
Serate particolari quanto belle.
Ci sono stato in più occasioni e l’ ho sempre apprezzato. E’ fondamentale munirsi di donne o rischi di restare fuori.
La musica è prevalentemente House, ma ballabile. Nonostante sia enorme, ogni sera è sempre pieno. I complimenti all’organizzazione che si fanno trovare puntuali ad ogno richiamo. Bell’ambiente e bell’organizzazione. Il privè è inaccessibile, rendendo ancor di più vivibile la serata a chi si vuole concedere il lusso di avere un posto a sedere. E’ sicuramente il locale che ha registrato, insieme al Goa, i maggior successi dell’anno. L’ ho preferito al Goa, solamente perché dispone di un parcheggio sotterraneo (a pagamento) che ti fa star tranquillo nella sicurezza della tua macchina. Non pecca di una virgola e, avendo frequentato poco i locali quest’anno, mai successo in vita mia, questo sicuramente è riuscito ad attirare la mia attenzione il più delle volte.
Il dieci non lo metto a nessuno perché il locale dovrebbe essere perfetto. Fuori Roma ne ho visti di locali migliori e mi è parso giusto dare una valutazione più precisa sui locali in questione. Spero che l’anno prossimo potrò valutare meglio altri locali.
Fuori dalle valutazioni i locali estivi.
Poi ce ne sono altri che ho frequentato, ma non conoscendoli a fondo, ho preferito evitare di dare una valutazione.
Con questo è tutto,
Saluti a tutti!
Mat
