Sport
Qualche percorso per il footing
Da un anno a questa parte, tempo permettendo, mi concedo qualche corsetta al di fuori delle palestre.
Occasioni rare, ma comunque sempre piacevoli quando ne ho la possibilità.
Ecco quelli che ho fatto fino ad ora.
Sono giovani, ma sono forti. Complimenti ugualmente, Roma mia!
Se potessi dare un voto alla squadra, metterei un 5,5 incoraggiante. Partiamo dal fatto che ci stavano 10 esordienti e che quindi essere più drastici sarebbe stato ingiusto.
Per quanto mi riguarda, la squadra era valutabile fino ai primi del secondo tempo. Dopo l’espulsione, c’è stato un crollo fisico e uno schema quasi del tutto saltato.
Quello che s’è visto in campo mi fa capire che la Roma, se non pressa alto con il modulo che ha, finisce col subire pesantemente l’avversario
Curioso è notare come la Lazziè abbia attaccato quando in genere è più portata a difendere e l’altra l’esatto contrario.
Aspettare diventa un obbligo
Oggi ho visto giocare bene Angel. Poi per una sua sfortunata ribattuta è arrivato il goal. Perdonabile fino a quel momento. Un minuto dopo si fa preda del nervosismo e con un fallo di frustrazione si è beccato un po’ ingiustamente il cartellino rosso.
Peccato. Difficile valutarlo per quel poco che l’abbiamo visto. Eppure fino a quel momento è stato il migliore in campo.
E’ un po’ l’altra faccia della medaglia giallorossa attuale: tante belle cose e poi improvvisamente, come fulmini a ciel sereno, errori grossolani.
Ma forse non è solo un discorso di Angel. Anche gli altri sono così, o meglio dire i nuovi.
Dire bravo o pippa a questo o a quello in una sola partita è roba per chi di calcio lo segue occasionalmente.
Roma mia, tra mercato, polemiche e passaggi di proprietà
Aspettavo proprio l’ultimo giorno della campagna acquisti estiva per esprimere un parere sulla mia Roma.
Il mercato giallorosso non è andato affatto male. Vedo grandi talenti di prospettiva, anche se non m’aspetto glorie e trionfi in meno di 365 giorni.
Vedo un po’ meno l’allenatore, Luis Enrique. Le mie perplessità riguardano il suo modo di giocare: la poca cura in fase difensiva, soprattutto.
Va bene il calcio champagne, ma qui giochiamo con almeno 13 squadre che fungono solo di contropiede… questo Luis Enrique lo sa, oppure è troppo preso a guardare il suo modulo?
Intanto così ci hanno fregato gli slovacchi, ma andiamo avanti…
Il sogno giallorosso americano
Il sogno stelle a strisce si fa sempre più realtà. La Roma agli americani? Io lo spero proprio.
Seguendo i giornali ed alcune testimonianze di chi conosce il business in America, è stato un piacere sapere che le loro strategie, al di là del rafforzamento in chiave economica, saranno rivolte per una nuova e più efficiente comunicazione, un marketing più evoluto e basi solide che vanno dallo stadio fino ad un rinforzamento nel settore giovanile della squadra.
E’ un po’ quello che avviene nell’Arsenal, facendomi due calcoli.
L’attuale società, attualmente, non ha un canale comunicativo dei migliori.
Dalla morte di Franco Sensi, non c’è stata più cura sulle comunicazioni d’ogni genere.
