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Fermati da una bestia serba
E’ bastata una bestia che incitasse un gruppo di facinorosi serbi per fermare una partita di calcio tra Italia e Serbia.
Avevano appresso un arsenale da guerra e nessuno se ne era accorto ai cancelli del Marassi.
Erano rinomati: già avevano nelle loro bacheche della vergogna un morto accoltellato, in una partita a Tolosa.
Erano arrivati lì, a Genova, in una città bellissima, ma non sufficientemente attrezzata per garantire la sicurezza necessaria, a tal punto che si è chiesto l’ausilio di altre unità di sicurezza da Milano e Torino.
Queste bestie si sono permesse di aggredire i propri giocatori, salendo sul pullman. Qualcuno è entrato sul campo di gioco. Altri hanno scambiato il campo per un tiro a segno coi fumogeni, petardi, sassi, ecc.
E brava Spagna!
L’avevo messa terza tra quelle candidate alla vittoria di questi mondiali.
Obiettivamente questa nazionale si dimostra la più forte di tutte. Poi ci sono quei due fenomeni in mezzo al campo, cioè Xavi e Iniesta, che rendono il centrocampo spagnolo quasi imbattibile.
Poi, ovvio, c’è anche Villa che dimostra di essere uno tra i più forti attaccanti al mondo, con tanta sostanza in fase conclusiva.
A parte loro, tutta la squadra è composta da grandi nomi, ergo hanno meritato di vincere questo mondiale.
Sull’Olanda non è che abbia tanto da spendere. Mi ricorda molto l’Italia di alcuni anni fa’, che si aggrappava alle magie di Baggio.
Robben e Shneider potevano poco contro le furie rosse e c’era anche da aspettarselo.
La vergognosa fine azzurra
Non poteva finire in maniera peggiore.
Fare una valutazione su quest’ultima prestazione degli azzurri risulta difficile.
I salvabili sono Chiellini, Di Natale e ovviamente Quagliarella.
Con Pirlo si è rivisto un pizzico di gioco, ma come era prevedibile, non bastava il suo ingresso e quello di Quagliarella per colmare quel problemaccio nel reparto arretrato che abbiamo da ormai tre anni.
Azzurri inguardabili
Se l’Italia avesse vinto, avrei detto sicuramente che davanti a noi c’era una squadra di pippe, quindi il mio parere non sarebbe mai stato così diverso da quello che leggerete in seguito.
Partiamo dal portiere che doveva passare un giorno di ferie ed invece ha preso un goal e ha fatto un mezzo miracolo in un’altra occasione. Bisogna incredibilmente ringraziarlo.
Cannavaro non c’è. E’ finito. Non è più quello di quattro anni fa’. E’ inconcepibile che non riesca a marcare l’attaccante sconosciuto neozelandese, Shane Smeltz.
Si fa fregare da un dilettante nell’azione del goal. Roba da non crederci.
Sud Africa, terra delle disgrazie delle nazionali europee
Mai visto un andazzo così negativo da parte di tutte le squadre europee, ad eccezione dell’Olanda che è sembrata l’unica in palla.
Pare sia vero che l’altitudine non giochi per nulla a favore delle europee.
Per non parlare delle vuvuzela che di certo non aiutano nessuno in questa competizione.
Comunque, qualunque sia la causa, questo mondiale sa di incredibile.
La Francia conferma di essere una squadra alienata da almeno tre anni ed ormai è ad un passo dall’eliminazione.
La Germania si conferma una squadra un po’ fragile in difesa e se con l’Australia ha fatto sogni tranquilli, è bastata una Serbia per farla tornare coi piedi per terra.
Esordio noioso
Se non avesse segnato il goal del pareggio De Rossi, a quest’ora avevamo già condannato Lippi e compagnia bella ai lavori forzati.
Il goal che abbiamo subito dal Paraguay è stata letteralmente una dormita generale, tuttavia non è una novità che questa squadra balli in difesa.
Pessimi Marchisio e Gilardino, mediocri Cannavaro, Chiellini e Iaquinta (male nel primo, meglio nel secondo), sufficiente l’apporto dei laterali, buoni gli spunti di Pepe ed ottima la sostanza data dai due centrocampisti centrali. Decisive le sostituzioni, anche se è stato un po’ azzardato aspettare oltre i 60’ per cambiare gli inconcludenti attaccanti.
