E’ piena crisi per Myspace.
Si aspettava solo una comunicazione ufficiale dagli uffici del magnate Murdoch.
Myspace ha già iniziato a tagliare metà del suo personale ed è prevista anche la chiusura della sede qui in Italia.
Le visite sul social network continuano a scendere, gli inserzionisti non investono e di conseguenza la situazione sta precipitando.
Così dai vertici dell’azienda non si escluderebbe la possibilità che Myspace possa essere venduto molto presto.
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I cinque social network bidoni del 2010
Non poteva mancare una top five sui siti sociali bidoni.
A parte il primo posto, le altre sono posizioni assegnate a caso. In questa classifica credo ci siano le cinque delusioni più condivise dell’anno. Spero di non aver dimenticato clamorosamente qualche sito noto.
5° Windows Live Spaces
Iniziati come piattaforma blog (MSN Spaces). Poi la moda cambia e Microsoft li converte in una specie di social network (nel tentativo invano di seguire Myspace, chiamandoli Windows Live Spaces) in cui tutte le attività sociali degli utenti ruotassero intorno ai blog. Da questo cambiamento incomprensibile iniziano i problemi.
Facebook e i nuovi profili.
Facebook modifica l’aspetto dei profili. Nessun cambiamento drastico. Ricordano la vecchia versione con tre colonne e non più due.
Vengono rimosse le tab per accedere alle foto, video, link e resto, diventati ora semplici links sotto la foto-profilo.
Le applicazioni spariscono dalla pagina del profilo.
Abbiamo una maggior categorizzazione dei nostri interessi ed aggiunte alcune info da compilare, connettendosi come riferimento alle fan page di Facebook. Insomma, un modo ulteriore per incentivare i rapporti tra gli utenti e i profili pubblici (fan page).
Un ritocco che non dovrebbe suscitare chissà quali polemiche. Semmai, in questa release, a rimetterci sono le applicazioni che perdono totalmente visibilità sui nostri profili, con la rimozione per l’appunto delle tab e la scomparsa già da qualche mese delle box.
Inaspettata è la scomparsa di un riferimento sui nostri links pubblicati.
Favorevole a partecipare ai diritti d’infanzia cambiando l’immagine del mio profilo
Si saranno accorti tutti o quasi che in questa settimana su Facebook molti utenti hanno cambiato le loro immagini-profilo, sostituendole con quelle dei loro cartoni animati preferiti.
Non si tratta di una moda o assurda casualità, ma semplicemente un modo per ricordare la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia approvata dall’ONU, esattamente il 20 Novembre di 21 anni fa’.
Non si sa chi sia l’ideatore (genio) e perché abbia accostato quest’importante evento, che coinvolge l’intero mondo, con un banalissimo cambio d’immagine-profilo, però vorrei ringraziarlo per avermi fatto conoscere un argomento che ignoravo fino a qualche ora fa’.
Arriva la nuova posta su Facebook: Messages
Facebook sta rilasciando gradualmente a tutti gli utenti una nuova posta con una finalità semplificata e denominata Messages.
Si avrà, sempre che abbiate modificato il vostro indirizzo (il vanity url), un account di posta elettronica tipo nome.cognome@facebook.com
Verrà migliorata la privacy, ossia stabilire da chi ricevere i messaggi, quindi presumo – cosa non confermata direttamente dal blog ufficiale – che i messaggi dei gruppi o degli eventi sarà possibile evitarli. C’è anche la possibilità di bloccare un utente per la ricezione dei messaggi, mentre lo spam verrà automaticamente filtrato, quindi cancellato.
Attualmente il servizio dei messaggi privati consentirebbe l’invio di messaggi verso account esterni, ma senza un indirizzo specifico.
Gli sviluppatori di Facebook parlano di un rilascio graduale e dunque che potrebbe durare anche alcuni mesi.
Audiogalaxy, ascoltare la tua musica ovunque
Audiogalaxy, ex popolare sito P2P, oggi diventa un web service che consente la riproduzione dei propri brani ovunque.
Infatti attraverso un semplicissimo software da installare (ci sono anche le applicazioni per iPhone e Android), Audiogalaxy traccerà dalla nostra postazione tutti quei brani presenti nei suoi archivi.
L’unico difetto riscontrato è che, purtroppo, come già visto in passato su Last.fm, non tutti i brani saranno riconosciuti. Quelli italiani di bassa popolarità, ad esempio, è facile che vengano ignorati.