Quelli che vogliono essere protagonisti anche nelle tragedie nazionali

terremoto_abruzzo Voglio esprimere una mia riflessione su un articolo pubblicato da un tale, Giacomo di Girolamo, intitolato: “ma io per il terremoto non do nemmeno un euro” (http://tinyurl.com/d52xan).
L’autore lascia intendere di non versare un centesimo agli sfollati in Abruzzo, spiegandone tutte le sue ragioni.

Apprezzo il coraggio di Di Girolamo nell’esprimere le sue crude considerazioni, ma credo che questo sia solamente un tentativo di farsi luce davanti ad una situazione carica di dolore e tristezza.
Poteva starci un “no, non m’interessa” o “non ho mai chiesto niente a nessuno, quindi nessuno deve chiedere niente a me”.
Invece fa più scena mostrarsi come pecore nere, fare l’anticonformista o l’uomo stronzo.

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Gli sciacalli

sciacallo_jpg Avevo optato per il silenzio dopo la narrazione del tragico evento accaduto alle prime ore del mattino di Lunedì, ma quando ho visto un certo TG esibirsi con *autentici numeri*, allora non ho avuto più motivo di starmene zitto. 
Anzi mi scuso se non ho aggiornato più il blog. Era palese che il mio silenzio era in segno di rispetto verso chi sta attualmente soffrendo, chi non c’è più e chi si sta facendo il mazzo in Abruzzo, ad aiutare la gente ed a rischiare la pelle.

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Il terremoto avvertito a Roma

Vie al centro di L'Aquila Erano le 3.30 del mattino.
Casualmente mi ero alzato per andare al bagno. Roba di due minuti.
Mi rimetto a dormire e lentamente precipito nel sonno, ma questo viene interrotto da un rumore simile a un tuono. Dopo un istante, iniziano a tremare le pareti e le porte; il letto sembrava dondolare e pensavo che si potessero spezzare le gambe da un momento all’altro.
Dopo i primi dieci secondi, la scossa raggiunge il suo apice d’intensità: alzo leggermente il busto per lo spavento e mi aggrappo sul davanzale della finestra adiacente al letto.
Sentivo il mio corpo totalmente preda delle vibrazioni provocate dalla scossa.
In quell’istante mi ero reso conto che non si poteva fare nulla e che bisognava soltanto pregare perché questa scossa finisse il prima possibile.
Il tempo sembrava non passare mai. 
La situazione è tornata alla normalità solo dopo venti secondi, provocando in casa la caduta di alcuni oggetti.
L’intensità della scossa l’ ho avvertita così bene perché abito in un attico e su una zona collinare (M. Mario).

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