Instagram apre le porte agli utenti Android e c’è da giurarci che questa social app farà parlare molto di sé in futuro, soprattutto sui numeri.
Infatti, si contano già ben oltre 20 milioni di iscritti.
Ora, con gli “Androidiani”, non è un azzardo ipotizzare che tra un paio di settimane la popolazione di Instagram raddoppi le cifre attuali.
Senza contare poi che è in fase di realizzazione una versione anche per Windows Mobile.
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Un paio di app sull’iPhone per le foto
Vi elenco alcune app che ho per la fotografia, tenendo presente due cose: la prima è che avendo l’iPhone 4S, alcune di queste potrebbero avere problemi con precedenti versioni; la seconda è che nell’App Store ce ne sono un macello e per ovvie ragioni (nonché anche economiche) non le ho potute provare tutte.
Ad ogni modo queste che vi elencherò sono tutte ben valide e riguardano sia lo scatto che la post produzione.
Anche se in ritardo, un saluto a Steve Jobs
Credo che Steve Jobs sia una dei più grandi protagonisti dell’era del digitale. Mi ricordo che negli anni 80 i computer giravano con soli linguaggi di programmazione ed il loro uso era limitato ai programmatori e lavoratori.
Con Jobs subentra il concetto del computer domestico, attraverso la realizzazione della GUI (graphic user interface).
Si può dir tranquillamente che da lì cambia il rapporto tra uomo e macchina, con il mouse che diviene il mezzo di approdo nella realtà virtuale e conferisce all’uomo comune una confidenza simbolica con la macchina stessa.
Ricordo che mia sorella si comprò un portatile della Mac, una decina di anni fa’. Non ricordo quale fosse il modello, anche perché io ero totalmente allergico ai computer.
La cosa che mi sorprese è che era eterno e molto resistente. Se non fosse per il fatto che mia sorella era una vera e propria disgraziata con la roba Hi-Tech, a quest’ora quel portatile sarebbe ancora in vita.
Cosa abbia fatto per distruggerlo non ve lo dico nemmeno perché mi vergogno solo a pensarci.
E da questa cosa mi vengono in mente le varie generazioni dei portatili di Apple, tutti belli nel design, intuitivi, semplici nell’uso e sempre portatori di qualche innovazione. Dal ‘90 in poi, Apple ha visto un glorioso successo sempre più crescente nei suoi computer.
Impressioni personali su iPhone 4G
Ne avrete lette trecento di recensioni su questo bellissimo gioiellino ed in effetti credo che stiamo parlando del miglior terminale in circolazione.
Mio fratello recentemente se ne è comprato uno, versione 16gb, e appena ho potuto, mi sono messo a studiarlo per filo e dettaglio.
Per essere più preciso possibile, vi elencherò i pro e contro che ho trovato in questo smartphone, premettendovi che io non sono fan di nessuno, quindi i miei pareri saranno assolutamente personali.
Ma passiamo subito ai fatti.
E se Apple non mi fornisce, esiste sempre un ‘fai da me’
Dal precedente post avrete capito che il mio è un disagio di tipo pratico perché a correre senza musica potrei impazzire.
Visto che siamo/sono in periodo di ferie, ho provato a smuovere un po’ di fantasia per andare incontro al problema e tentare di risolverlo una volta per tutte.
Avevo pensato di applicare sulla custodia un trashissimo laccio da scarpa, ma mi sono reso conto che l’aspetto era decisamente orrendo.
Poi mi era venuta in mente l’idea di usare un’ignorantissima garza, ma c’era il problema, poi, di tenerlo stretto al braccio: a lungo andare mi diventava tanto scomodo quanto rognoso.
Ma, a sorpresa, l’idea speciale arriva da mia madre!
Apple, perché non fornisci più le custodie da braccio per Ipod Classic?
Come qualcuno avrà letto in precedenti post, io ho un iPod Classic, quello quadrato, da 4GB.
Funzionante alla perfezione, nonostante diverse cadute senza custodia ed un uso elevato causa palestra o movimenti in città.
Il mio iPod ha appena compiuto due anni. Ricordo che poco dopo comprai una custodia che serviva per proteggerlo e che fosse utile anche per la corsa.
La fascia, purtroppo, ha ceduto definitivamente qualche settimana fa’.
Sono andato a cercarla in diversi centri commerciali, ma l’esito è sempre stato negativo.
Ma c’è di più. Prosegui

