Non mi dispiace del suo addio e non credo che lo rimpiangerò in futuro.
Confesso che negli ultimi tempi mi faceva anche pena perché non meritava di beccare da solo questa bordata di insulti e polemiche. Alle conferenze ci ha sempre messo la faccia, cosa che qualcun altro invece non ha fatto…
Come allenatore, però, confermo quanto detto in passato ed aggiungo che l’averlo scelto ci è costato caro non solo sul campo, ma anche in termini di prestigio europeo (coefficiente UEFA, giocatori che puntano alle coppe, incassi, ecc.).
Ma ormai, dati sotto agli occhi di tutti, c’è poco da discutere.
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Luis, un tecnico al capolinea
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Io sono uno di quelli che nella propria squadra vorrebbe vedere un briciolo di orgoglio, dignità e coraggio, cioè elementi di cui non ne ho visto nemmeno l’ombra in tutta la stagione.
Luis Enrique, a parte un possesso di palla sterile e noioso, non ha apportato nulla di buono e i progressi non si son mai visti.
Avendo ora a disposizione una società con basi più solide, mi piacerebbe avere almeno un allenatore che valorizzi i giocatori, adeguandoli ad un modulo che più gli è congeniale.
Ci vuole veramente un allenatore determinato, che riesca anche a curare un ambiente a dir poco malato, attraverso il buon gioco e i risultati. Prosegui
Sono giovani, ma sono forti. Complimenti ugualmente, Roma mia!
Se potessi dare un voto alla squadra, metterei un 5,5 incoraggiante. Partiamo dal fatto che ci stavano 10 esordienti e che quindi essere più drastici sarebbe stato ingiusto.
Per quanto mi riguarda, la squadra era valutabile fino ai primi del secondo tempo. Dopo l’espulsione, c’è stato un crollo fisico e uno schema quasi del tutto saltato.
Quello che s’è visto in campo mi fa capire che la Roma, se non pressa alto con il modulo che ha, finisce col subire pesantemente l’avversario
Curioso è notare come la Lazziè abbia attaccato quando in genere è più portata a difendere e l’altra l’esatto contrario.
La Roma si fa social: ora su Facebook e Twitter
Finalmente è arrivata l’attesa ventata digitale degli americani. La Roma si fa social e lancia la sua fan page su Facebook e il profilo ufficiale su Twitter.
La Fan Page per il momento ha un ruolo principalmente d’informazione e di illustrazione sulla propria società. Lo scopo è quello di interagire il più possibile coi tifosi.
Si preannuncia a breve una maggior interazione col sito ufficiale della società sulle iniziative proposte e sulla vendita dei biglietti.
La finalità, tuttavia, non è solo quella di avere una comunicazione orizzontale coi propri supporters, ma di ridurre anche le distanze fisiche grazie alle opportunità della comunicazione su entrambi i social networks.
Aspettare diventa un obbligo
Oggi ho visto giocare bene Angel. Poi per una sua sfortunata ribattuta è arrivato il goal. Perdonabile fino a quel momento. Un minuto dopo si fa preda del nervosismo e con un fallo di frustrazione si è beccato un po’ ingiustamente il cartellino rosso.
Peccato. Difficile valutarlo per quel poco che l’abbiamo visto. Eppure fino a quel momento è stato il migliore in campo.
E’ un po’ l’altra faccia della medaglia giallorossa attuale: tante belle cose e poi improvvisamente, come fulmini a ciel sereno, errori grossolani.
Ma forse non è solo un discorso di Angel. Anche gli altri sono così, o meglio dire i nuovi.
Dire bravo o pippa a questo o a quello in una sola partita è roba per chi di calcio lo segue occasionalmente.
Roma mia, tra mercato, polemiche e passaggi di proprietà
Aspettavo proprio l’ultimo giorno della campagna acquisti estiva per esprimere un parere sulla mia Roma.
Il mercato giallorosso non è andato affatto male. Vedo grandi talenti di prospettiva, anche se non m’aspetto glorie e trionfi in meno di 365 giorni.
Vedo un po’ meno l’allenatore, Luis Enrique. Le mie perplessità riguardano il suo modo di giocare: la poca cura in fase difensiva, soprattutto.
Va bene il calcio champagne, ma qui giochiamo con almeno 13 squadre che fungono solo di contropiede… questo Luis Enrique lo sa, oppure è troppo preso a guardare il suo modulo?
Intanto così ci hanno fregato gli slovacchi, ma andiamo avanti…