Attualità
Perché privano l’acqua da rubinetto nei locali a Roma?
Ormai è sempre più frequente che quando si va in un locale e ci si rivolge al bancone a prender un semplice bicchier d’acqua, molti barman ti rispondono che ce l’hanno solo in bottiglietta e la devi pagare.
Il mio caso è particolare, perché entro subito in polemica quando sento queste privazioni vergognose.
Tutto ciò stando a Roma, tengo a precisarlo.
Di norma, se avvenisse questa privazione, l’acqua dovrebbe in qualche modo essere compresa nel “coperto”.
In parole più semplici, l’acqua in bottiglietta è compresa col biglietto d’ingresso del locale.
Quelli che vogliono essere protagonisti anche nelle tragedie nazionali
Voglio esprimere una mia riflessione su un articolo pubblicato da un tale, Giacomo di Girolamo, intitolato: “ma io per il terremoto non do nemmeno un euro” (http://tinyurl.com/d52xan).
L’autore lascia intendere di non versare un centesimo agli sfollati in Abruzzo, spiegandone tutte le sue ragioni.
Apprezzo il coraggio di Di Girolamo nell’esprimere le sue crude considerazioni, ma credo che questo sia solamente un tentativo di farsi luce davanti ad una situazione carica di dolore e tristezza.
Poteva starci un “no, non m’interessa” o “non ho mai chiesto niente a nessuno, quindi nessuno deve chiedere niente a me”.
Invece fa più scena mostrarsi come pecore nere, fare l’anticonformista o l’uomo stronzo.
Il caso dello stupro a Guidonia continua…
Riferimento: ANSA.it – COPPIA RAPINATA, VIOLENZA SESSUALE SULLA DONNA
La deputata Radicale-Pd Rita Bernardini denuncia invece di aver ricevuto ”centinaia di mail minatorie e di insulti” dopo che due giorni fa aveva visitato in carcere i romeni accusati dello stupro e aveva parlato di ‘maltrattamenti’ da loro subiti. ”Molte di queste mail usano un linguaggio che assomiglia a quello degli stupratori – spiega Bernardini – mi scrivono: ‘Dovresti essere violentata tu e i tuoi familiari, tua figlia se ce l’hai ”
Chi violenta una donna è un mostro
Se ne parla ormai quotidianamente degli abusi sulle donne.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso, in questi giorni, è stato il tragico episodio avvenuto a Guidonia, dove una coppia giovane è stata aggredita da cinque persone, incappucciate, in piena notte ed in una strada buia, nei pressi di Guidonia (RM).
Potremmo stare le ore a descrivere chi possa commettere tale mostruosità nei confronti delle donne, ma il nodo cruciale rimane soprattutto la giustizia che con le sue leggi non riesce a frenare questo fenomeno sugli abusi (ormai quotidiani) e non tutela allo stesso tempo le vittime.
Ad esempio, il caso della ragazza venticinquenne violentata alla Fiera di Roma, a Capodanno, fa riflettere.
Il Gip ha concesso all’accusato la libertà provvisoria, dopo che questo aveva trascorso due giorni in carcere.
Ciò ha suscitato un’immediata reazione della famiglia della vittima che grida vendetta personale, se la magistratura non intervisse subito con un processo immediato.
Il fatto è persino arrivato in Parlamento dove alcuni politici hanno dichiarato pubblicamente indignazione per la decisione attuata dal giudice.
Qui mi fermo perché vorrei esprimere una mia riflessione.
