Bruno Vespa non ama Scienze della Comunicazione

Bruno Vespa Vespa dixit:

Abbiamo bisogno di ingegneri, abbiamo bisogno di tecnici importanti. Una sola preghiera: non vi iscrivete a scienze della comunicazione, non fate questo tragico errore, che paghereste per il resto della vita!”

Non so se Vespa si sia espresso male.
La sua uscita finale lascia parecchio a desiderare, a dirla tutta.
Non capisco perché debba distruggere le ambizioni di un ragazzo in questa maniera: se egli possiede buone capacità sociali e soprattutto nutre interessi e passioni nel mondo comunicativo, non vedo perché dovrebbe scegliere altre facoltà!?

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Le cartoline, una pratica tristemente sempre meno diffusa

Confrontiamo le realtà comunicative di ieri e di oggi.
Luisa scrive una cartolina a Francesca:

Bora BoraCiao Francesca, come stai? Qui tutto bene, il posto è fantastico. Ho trovato delle collane bellissime, color verde smeraldo. Quando torno vedrò di portartele.
Il mare è una favola e questo posto è davvero un paradiso. Dovresti venirci!
Mi manchi tanto, spero che tu stia bene…
Ti dovrò raccontare tantissime cose.
Ti voglio bene,

Ora supponiamo il contatto con il celluare:

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Il baracchino “CB”

Radio CB 40canali FM/AM - Midland Alan 28 Prima che avvenisse il fenomeno di Internet, l’unico mezzo sociale che consentisse una comunicazione a distanza e permettesse una vera e propria interazione tra due o più persone era il baracchino.
Questo era un apparecchio radio e si distingueva dal mezzo di massa, perché aveva sia la funzionalità di trasmissione che di ricezione.
Le sue origini partono da Marconi, con il linguaggio Morse. Più tardi si parlerà di Radiofonia, proprio perché furono trasmessi i primi messaggi vocali attraverso questi apparecchi. 
Da qui emergono i primi radioamatori e non era concessa facilmente la licenza (in Inghilterra ad esempio), soprattutto nella prima metà del ‘900.
In Italia era proibita l’attività di radioamatore per ben oltre settant’anni e nel periodo fascista era vietato persino possedere questi apparecchi per qualunque motivo.

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Scioperare da Facebook o dai New Media?

facebook Questa volta non c’entra la Gelmini e nemmeno i disagi dell’Alitalia, bensì lo sciopero è di tutt’altra natura e per gioco soprattutto.
Un utente italiano, di sua spontanea iniziativa, ha voluto creare un evento su Facebook, cercando di coinvolgere più persone possibili, intitolandolo così: ‘Sciopero da Facebook il 22 e 23 Novembre!
Su trentottomila invitati, che non sono nulla rispetto ai due milioni di iscritti italiani, solamente in cinquemila hanno aderito all’evento.

Nell’invito, l’organizzatore cerca di sollecitare una partecipazione di massa, scrivendo – Per 24 ore, dico VENTIQUATTRO ORE, dimostriamo che FACEBOOK non ci ha ancora LOBOTOMIZZATO e siamo ancora capaci di RIPRENDERE IN MANO LA NOSTRA VITA!!!!!!”. – sulla bacheca dell’evento.

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