Credo che Steve Jobs sia una dei più grandi protagonisti dell’era del digitale. Mi ricordo che negli anni 80 i computer giravano con soli linguaggi di programmazione ed il loro uso era limitato ai programmatori e lavoratori.
Con Jobs subentra il concetto del computer domestico, attraverso la realizzazione della GUI (graphic user interface).
Si può dir tranquillamente che da lì cambia il rapporto tra uomo e macchina, con il mouse che diviene il mezzo di approdo nella realtà virtuale e conferisce all’uomo comune una confidenza simbolica con la macchina stessa.
Ricordo che mia sorella si comprò un portatile della Mac, una decina di anni fa’. Non ricordo quale fosse il modello, anche perché io ero totalmente allergico ai computer.
La cosa che mi sorprese è che era eterno e molto resistente. Se non fosse per il fatto che mia sorella era una vera e propria disgraziata con la roba Hi-Tech, a quest’ora quel portatile sarebbe ancora in vita.
Cosa abbia fatto per distruggerlo non ve lo dico nemmeno perché mi vergogno solo a pensarci.
E da questa cosa mi vengono in mente le varie generazioni dei portatili di Apple, tutti belli nel design, intuitivi, semplici nell’uso e sempre portatori di qualche innovazione. Dal ‘90 in poi, Apple ha visto un glorioso successo sempre più crescente nei suoi computer.