Ho letto questa notizia su IlMessaggero qualche giorno fa’.
Pur essendo fuori corso, sono più o meno d’accordo sulla politica che intraprenderà la nostra Università.
Siamo un vero cancro e su questo c’è poco da discutere.
Tuttavia ogni male ha una sua causa e quindi c’è da chiedersi se sia vero che la colpa è solo degli studenti.
Io dico di no.
Ricordo che quando feci il trasferimento da Tor Vergata alla Sapienza, ebbi letteralmente un trauma.
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Tra gli archivi del vecchio blog
Ho seguito il consiglio di una cara amica e mi sono riguardato gli archivi del vecchio blog.
In particolare, mi sono dato una letta agli interventi riguardanti le riflessioni e l’intrattenimento.
Ora che è passato qualche annetto da quando sono stati scritti, ammetto di aver provato belle sensazioni.
Pregi, difetti e previsioni dell’attuale somiglianza di Facebook a Twitter
Da ieri sera sono stati resi disponibili i tag in tutto ciò che pubblichiamo.
Basta digitare sulla box della home la @ prima del nome per ottenere la lista degli amici, pagine o gruppi, cui recapitare il messaggio. Scelto il soggetto, il gioco è fatto.
Presto si potranno taggare anche le applicazioni.
E’ evidente che con questa novità Facebook punti ad incentivare gli scambi comunicativi soprattutto coi profili aziendali, perché questi possano trovare in questo network un luogo di scambio di idee con i propri fans, così come avviene su Twitter.
La @ è vista come un sistema comunicativo più rapido rispetto alla vecchia usanza (tutt’ora rimane disponibile) di andare sul profilo dell’amico e lasciare il messaggio.
Grande Mike, R.I.P.
Mike è stato davvero un grande professionista della comunicazione e se lo dico pure io che non sono mai stato un suo fan, vuol dire parecchio.
Avessero tutti il suo senso di dovere, la voglia di vivere, la costanza, la serietà e la dedizione, il mondo sarebbe tutt’altra storia.
E’ la sua serietà che mi spinge a dire che sia un grande.
Credo che tutti noi abbiamo perso un autentico patrimonio culturale dell’ultimo secolo trascorso.
Si farà sentire la sua mancanza, sicuramente.
Quelli che vogliono essere protagonisti anche nelle tragedie nazionali
Voglio esprimere una mia riflessione su un articolo pubblicato da un tale, Giacomo di Girolamo, intitolato: “ma io per il terremoto non do nemmeno un euro” (http://tinyurl.com/d52xan).
L’autore lascia intendere di non versare un centesimo agli sfollati in Abruzzo, spiegandone tutte le sue ragioni.
Apprezzo il coraggio di Di Girolamo nell’esprimere le sue crude considerazioni, ma credo che questo sia solamente un tentativo di farsi luce davanti ad una situazione carica di dolore e tristezza.
Poteva starci un “no, non m’interessa” o “non ho mai chiesto niente a nessuno, quindi nessuno deve chiedere niente a me”.
Invece fa più scena mostrarsi come pecore nere, fare l’anticonformista o l’uomo stronzo.
Chi violenta una donna è un mostro
Se ne parla ormai quotidianamente degli abusi sulle donne.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso, in questi giorni, è stato il tragico episodio avvenuto a Guidonia, dove una coppia giovane è stata aggredita da cinque persone, incappucciate, in piena notte ed in una strada buia, nei pressi di Guidonia (RM).
Potremmo stare le ore a descrivere chi possa commettere tale mostruosità nei confronti delle donne, ma il nodo cruciale rimane soprattutto la giustizia che con le sue leggi non riesce a frenare questo fenomeno sugli abusi (ormai quotidiani) e non tutela allo stesso tempo le vittime.
Ad esempio, il caso della ragazza venticinquenne violentata alla Fiera di Roma, a Capodanno, fa riflettere.
Il Gip ha concesso all’accusato la libertà provvisoria, dopo che questo aveva trascorso due giorni in carcere.
Ciò ha suscitato un’immediata reazione della famiglia della vittima che grida vendetta personale, se la magistratura non intervisse subito con un processo immediato.
Il fatto è persino arrivato in Parlamento dove alcuni politici hanno dichiarato pubblicamente indignazione per la decisione attuata dal giudice.
Qui mi fermo perché vorrei esprimere una mia riflessione.