Status
La localizzazione del proprio status su Twitter ed a breve su Facebook
Da due giorni Twitter ha introdotto la localizzazione dei tweets. Si tratta semplicemente di un sistema connesso alle mappe di Google, in grado di individuare la posizione geografica dei propri status pubblicati, con relativa approvazione dell’utente iscritto.
E’ da segnalare che la novità introdotta da Twitter verrà resa disponibile anche su Facebook tra un mese, circa.
Penso che la localizzazione dei tweets possa tornare utile nel caso in cui ci trovassimo al di fuori delle nostra mura domestiche e volessimo dare info su un determinato posto, oppure per verificare l’attendibilità degli status pubblicati dai soggetti che abbiamo deciso di seguire.
E’ altrettanto vero, però, che con questa novità la privacy viene seriamente messa in discussione.
Basta, mi rifiuto di ridurre quasi tutto in uno ‘status’!
Pur di scrivere in questo blog, ho deciso che le mie riflessioni saranno pubblicate qui e non più sugli status di Facebook o simili.
Mi spiego.
Su Facebook, gli status sono destinati al dimenticatoio.
Tra l’altro questi sono talmente sintetici e poveri di dettagli che a lungo termine finiscono nell’oblio.
E’ più facile che un lettore si ricordi di un filmato accompagnato da una didascalia, piuttosto che leggere il solo contenuto scritto, tra l’altro ridotto in uno spazio a disposizione molto limitato.
Se da una parte il ridurre al minimo ogni cosa ha fatto il suo successo, dall’altra si fa difficoltà a trovare un senso nella gran parte degli status (ci metto volentieri anche i links condivisi) veicolati all’interno di Facebook e nel rispetto di tutti quelli che leggo in questo social network, io non lo trovo giusto.
Pregi, difetti e previsioni dell’attuale somiglianza di Facebook a Twitter
Da ieri sera sono stati resi disponibili i tag in tutto ciò che pubblichiamo.
Basta digitare sulla box della home la @ prima del nome per ottenere la lista degli amici, pagine o gruppi, cui recapitare il messaggio. Scelto il soggetto, il gioco è fatto.
Presto si potranno taggare anche le applicazioni.
E’ evidente che con questa novità Facebook punti ad incentivare gli scambi comunicativi soprattutto coi profili aziendali, perché questi possano trovare in questo network un luogo di scambio di idee con i propri fans, così come avviene su Twitter.
La @ è vista come un sistema comunicativo più rapido rispetto alla vecchia usanza (tutt’ora rimane disponibile) di andare sul profilo dell’amico e lasciare il messaggio.
Il motore di ricerca di Twitter
Avevo scritto un articolo da poco su Twitter ed avevo fatto alcuni accenni sulle diverse carenze che ho riscontrato in questa piattaforma. Ieri sono venuto a conoscenza dell’esistenza di un motore di ricerca, appartenente allo stesso Twitter, molto comodo e con un sistema di ricerca avanzato che permette facilmente di trovare gli utenti iscritti in base alle città di appartenenza, alla lingua utilizzata, ai termini utilizzati ed altri interessanti particolari.
Twitter: una piattaforma misteriosa, ma dagli enormi potenziali
Twitter è nato nel mese di Marzo, 2006, e finalizzato al micro-blogging. In sintesi, con un limite di 140 caratteri a disposizione, si pubblica cosa si sta facendo al pubblico o ad una serie di persone scelte tramite account di posta elettronica.
Questa piattaforma ha preso piede soprattutto negli Stati Uniti, vantando tra i suoi iscritti Vips come Sophie Bush, Britney Spears, Mischa Barton e tanti altri.
Nemmeno la politica americana è stata indifferente a questo servizio: Obama e Al Gore hanno trovato in questo mezzo un’ottimo modo per entrare a contatto con migliaia e migliaia di lettori durante la loro candidatura alla Casa Bianca.
La loro presenza non è affatto passata inosservata nei mass media americani e la CNN è tra le tante aziende che compare su Twitter, pubblicando notizie e tenendo d’occhio anche gli aggiornamenti dei Vips all’interno di questa piattaforma.
In Italia, invece, continua ad essere largamente ignorato, soprattutto a causa di Facebook che in questo momento sta catturando l’attenzione di 1/4 degli italiani presenti sul Web.
