Studio
La Gelmini e la Geografia
Manca solo che il governo emani un decreto e verrà messa in ginocchio una materia importante come la Geografia.
Potrei essere visto di parte, essendo un patito di questa materia, ma estinguerla è follia.
E’ già drammatica l’attuale preparazione della gente (dai liceali fino agli ex universitari) sulla Geografia: mi basterebbe dire ‘cingalese’ che la metà dei lettori andrebbe immediatamente a guardare su Wikipedia per capire di quale abitante stia parlando.
Mi basterebbe dire “Riga” che tre quarti dei lettori si starà sforzando in tutte le maniere (la generazione della Gelmini in primis, per ovvi motivi) per capire a chi mi sto riferendo.
Per non parlare del fatto che è ancora più drammatica la conoscenza generale sui monti, laghi, fiumi, mari, regioni e Dio solo sa quant’altro.
Bruno Vespa non ama Scienze della Comunicazione
Abbiamo bisogno di ingegneri, abbiamo bisogno di tecnici importanti. Una sola preghiera: non vi iscrivete a scienze della comunicazione, non fate questo tragico errore, che paghereste per il resto della vita!”
Non so se Vespa si sia espresso male.
La sua uscita finale lascia parecchio a desiderare, a dirla tutta.
Non capisco perché debba distruggere le ambizioni di un ragazzo in questa maniera: se egli possiede buone capacità sociali e soprattutto nutre interessi e passioni nel mondo comunicativo, non vedo perché dovrebbe scegliere altre facoltà!?
Penalizzare gli studenti fuori corso?
Facendo zapping in rete, sono capitato in un blog appartenente ad un professore.
Ho trovato un articolo su tutti che non mi trova affatto d’accordo ed è intitolato così: “Alziamo le tasse universitarie degli studenti fuori corso!”
E vediamo cosa c’è scritto:
L’Università italiana non funziona anche perchè è intasata da migliaia di studenti fuori corso. In Belgio, per evitare che si trasformi in un parcheggio per bamboccioni che non si sentono pronti ad affrontare il mercato del lavoro, hanno stabilito che, dopo tre anni senza esami, non ci si può più iscrivere. Probabilmente, si tratta di una soluzione un pò radicale, ma da noi i fuori corso sono troppi e non sono penalizzati in alcun modo. E allora se meritocrazia deve essere, che meritocrazia sia per tutti. Perchè non premiamo gli studenti che si laureano in corso, penalizzando, con un aumento delle tasse universitarie, quelli che non fanno esami da anni? Ovviamente, facendo attenzione a non penalizzare quelli che non hanno potuto studiare, per problemi seri come malattie o lavoro. Che ne pensate?
