E’ l’anno della crisi, anzi la stiamo vivendo da almeno due anni. Mediaset e RAI, proprio per questo motivo, hanno adottato una politica del risparmio, riducendo film ed aumentando fiction e programmi d’intrattenimento quali reality, giochi e show di vario genere.
Sta di fatto che la qualità è pessima di suo e che ormai per vedere qualcosa di decente si deve optare per la pay-tv con Mediaset Premium o il ‘lussuoso’ Sky.
Con tutto quest’oceanico schifo televisivo è difficile, sinceramente, fare una valutazione obiettiva.
La spazzatura più pesante è legata soprattutto ai reality.
Per Reality non intendo il GF o l’Isola dei famosi. Per Reality, oggi, intendo la mentalità che ormai domina in quasi tutti i programmi, anche d’informazione.
Fanno audience, persino più dei film, il che è grave.
Stando così le cose, la classifica si concentrerà tutta su loro. Ce ne sarebbero molti di più di 5, ma il tempo è tiranno ed è già tanto se pubblico almeno questi.
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I reality delle tragedie
Dalle liti in diretta alle storielle di scandalo. Ora siamo passati ai reality delle tragedie. Il terribile caso di Sarah Scazzi ne è un esempio e adesso viene messa all’angolo al posto di un’altra tragedia, quella della quindicenne scomparsa.
Il corpo della povera ragazza, che non si sa se sia realmente morta, non è stato ancora rinvenuto e allora via con i programmi d’intrattenimento sul caso. Conduzioni pieni di supposizioni, domande e poche certezze, le stesse che poi sono stata diffuse dalla procura, avvocati o testimonianze.
Poi ci sono gli interventi dei benpensanti della TV, quelli che fanno gli opinionisti o tuttologhi e che campano praticamente di aria.
Non si sa che voci abbiano in capitolo, ma comunque ci stanno loro, mica la gente comune, che a questo punto preferirei. Prosegui
Le curiose cifre nel televoto di Sanremo
La classifica della finale di Sanremo, prima della chiusura, era peggio di quanto si potesse credere.
Fino alle 23 e 15, infatti, al primo posto c’era il trio composto da Pupo, il principe e Canonici con 212 mila voti.
Al secondo c’era Scanu, staccato praticamente di ben 74 mila voti. Mengoni terzo, staccato dal secondo di 58 mila voti.
L’incredibile avviene praticamente nei 75 minuti successivi, ossia alla chiusura definitiva del televoto.
In quest’arco di tempo, il trio becca solo poco più di mille voti (!) e Scanu balza al comando con quasi centomila voti di più. Curioso anche il balzo di Mengoni che di voti ne riceve oltre centomila.
Addio TV Analogica!
Pur essendo un evento storico per la televisione italiana, ci sono diverse persone che continuano a stare in analogico, giustificandosi come ignoranti in materia. Nel mio caso sono riuscito a sentire persino tali assurdità: <<Non ho i soldi per andare a comprare un decoder! Sarebbe necessaria un’ulteriore proroga!>>
Si tratta di cacciare come minimo 25 euro, non 300, maledizione!
I vantaggi del digitale sono numerosi e quello abbastanza evidente è nell’audio che diventa in quasi tutti i canali stereofonico.
La cosa più importante, però, è il segnale.
Per Emilio Fede Facebook va chiuso
Un altro attacco, l’ennesimo, contro la rete. Questa volta nel mirino c’è Facebook.
Per Fede la televisione è il futuro, mentre la rete è un mezzo pericoloso.
Il direttore del TG4 applica ogni tipo sistema persuasivo per convincere i telespettatori a <<stare attenti>> da Facebook, per poi passare quasi ad una strategia del terrore: <<Facebook è pericoloso, una cosa grave, una tragedia!>>
Per concludere apre un sondaggio chiedendo esplicitamente se questo Social Network sia da chiudere o meno.
Ecco un altro esempio di informazione aberrante, non obiettiva, priva di fondamenta ed allarmista.
Grande Mike, R.I.P.
Mike è stato davvero un grande professionista della comunicazione e se lo dico pure io che non sono mai stato un suo fan, vuol dire parecchio.
Avessero tutti il suo senso di dovere, la voglia di vivere, la costanza, la serietà e la dedizione, il mondo sarebbe tutt’altra storia.
E’ la sua serietà che mi spinge a dire che sia un grande.
Credo che tutti noi abbiamo perso un autentico patrimonio culturale dell’ultimo secolo trascorso.
Si farà sentire la sua mancanza, sicuramente.